Il social network del quartiere arriva in Italia: ecco Nextdoor

Emanuele Cisotti

Benché fosse in realtà disponibile come beta raccogliendo oltre 30.000 utenti, da oggi arriva in Italia ufficialmente Nextdoor, ovvero il social network di quartiere. Benché esistano già strumenti (come anche solo Facebook o Google+) per creare comunità ristrette, Nextdoor vuole portare il tutto un gradino più avanti creando comunità sicure e protette di soli vicini di casa. E l’idea non è azzardata perché Nextdoor esiste dal 2011 e sono già stati creati oltre 200.000 quartieri in cui gli utenti possono aggregarsi e scambiarsi informazioni, senza che nessuno fuori da quest’area possa interagire con voi o leggere i vostri contenuti “pubblici”.

In Europa Nextdoor sbarca nel 2016 passando da Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e Germania e arrivando oggi anche in Italia. Nextdoor non punta ad essere solo un social network geolocalizzato, ma qualcosa di più con necessità di iscriversi solo se si risiede davvero in quel quartiere e con quartieri decisi dal team e quindi non calcolati in modo assoluto grazie ad un raggio o dei banali riquadri. In questo modo i quartieri saranno sensati e creati in base a logiche vicine a quelle di aggregazione che già esistono nella vostra città o nel vostro paese. Potrete poi aggiungere i quartieri confinanti al vostro, nel caso l’area di vostra “pertinenza” sia più ampia di quella proposta da Nextdoor. Ma non più di questo. Non potrete quindi “entrare” nei quartieri diversi dal vostro e da quelli confinanti e gli altri non potranno leggere le vostre discussioni.

Ci sono molti topic proposti dall’app stessa. Potrete vendere o cercare qualcosa da acquistare fra i vostri vicini, chiedere consigli, proporre un evento o segnalare problemi di sicurezza. Molto comoda la funzionalità per segnalare un animale o un oggetto scomparso. Infine potrete aprire una discussione generica.

Già solo nel periodo di beta pubblica in Italia gruppi si sono conosciuti per un aperitivo, c’è chi ha chiesto aiuto per trovare il suo animale (estendendo la richiesta anche ai quartieri confinanti), ha chiesto chi potesse prestare un trapano e c’è anche chi ha proposto brevi corsi gratuiti nel parco della zona (un’ottima pubblicità per la sua attività in palestra). Secondo uno studio gli italiani sono molto propensi a conoscere e fraternizzare con i propri vicini e un servizio come Nextdoor non può che assecondare loro questa inclinazione.

Nextdoor è gratuito e, ci ha spiegato Nirav Tolia co-fondatore di Nextdoor, sopravvive grazie alla pubblicità che però non è mai invasiva (massimo 2 pubblicità per utilizzo) e sopratutto non è mai stata introdotta in Europa. Nel nostro continente l’azienda punta principalmente a far conoscere ed apprezzare il suo servizio così com’è, dando magari in futuro possibilità alle piccole aziende locali di iscriversi al servizio e pubblicizzarsi.

Nextdoor è già disponibile per Android e iOS e potete entrare a far parte del vostro quartiere virtuale fin da subito.

Nextdoor, la prima e più utilizzata app per vicini di casa, arriva in Italia

La app di quartiere che facilita e promuove le relazioni locali, attiva in più di 200.000 quartieri di Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Germania, continua la sua espansione globale


Milano, 19 settembre 2018 – Nextdoor, l’app di quartiere leader nel mondo, annuncia il suo arrivo in Italia. Principale obiettivo della piattaforma è quello di permettere ai vicini di casa di creare community locali per migliorare la vita dei quartieri e renderli più sicuri. La piattaforma italiana, simile a quella proposta negli altri Paesi in cui l’app è presente, è stata completamente localizzata e ottimizzata in base ai quartieri italiani. È accessibile sia da web che da dispositivi iOS e Android.

Lanciata a ottobre del 2011 negli Stati Uniti, Nextdoor ha cominciato a espandersi in Europa nel 2016, raccogliendo più di 250 milioni di dollari sia da parte di investitori americani – tra cui Benchmark e Greylock Partners – sia europei – come Axel Springer. 
Ad oggi, più di 200.000 quartieri di Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Germania usano Nextdoor. Con l’aggiunta dell’Italia, il livello di utilizzo raggiunto da Nextdoor in questi sei paesi mostra una partecipazione dei membri nettamente superiore a quella di altre realtà che cercano di emulare il successo della piattaforma. Al momento, più di 350 quartieri e 30.000 vicini in tutta Italia stanno già usando Nextdoor.

“Sebbene la tecnologia consenta a un numero sempre maggiore di persone di connettersi virtualmente da ogni parte del mondo, è un desiderio comune quello di rafforzare i legami nella vita reale che si traducono in interazioni, esperienze significative e in una vita sociale più ricca. Siamo entusiasti di portare Nextdoor in Italia, un Paese dove i rapporti interpersonali sono considerati da sempre uno degli aspetti fondamentali della vita di tutti i giorni”, afferma Nirav Tolia, Co-Founder e CEO di Nextdoor. “E siamo orgogliosi di aiutare i membri italiani di Nextdoor offrendo loro uno strumento all’avanguardia con cui interagire ogni giorno con la loro community locale per creare un quartiere più vivibile e sicuro”.

Secondo una ricerca condotta da Research Now*, gli italiani possiedono un innato senso di comunità e attribuiscono grande importanza ai rapporti con i propri vicini. Il 67% degli italiani, infatti, afferma di essere in buoni rapporti con i propri vicini, mentre il 22% sostiene che siano addirittura ottimi. Molto significativo è anche, per l’82%, il desiderio di migliorare questi rapporti. Nello specifico, il 48% esprime il desiderio di creare un legame di fiducia; il 19% vorrebbe allargare la propria cerchia sociale; il 19% vorrebbe sentirsi più coinvolto nella vita di quartiere, mentre il 14% vorrebbe sapere di poter contare su qualcuno in caso di bisogno.

Su Nextdoor i vicini di casa possono creare community online private e sicure, dedicate al proprio quartiere, dove possono fare domande, conoscersi, scambiarsi consigli e raccomandazioni. In Italia, ad esempio, i membri Nextdoor hanno già cominciato ad utilizzare l’app per cercare una babysitter o un idraulico di fiducia, farsi aiutare a trovare un animale smarrito o organizzare aperitivi per conoscere nuovi vicini.

“Negli ultimi mesi ho avuto la fortuna di incontrare molti membri di Nextdoor provenienti da tutta Italia ed è stato significativo vedere come gli italiani siano entusiasti dell’idea di instaurare relazioni più profonde all’interno del proprio quartiere, sia online che offline” afferma Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia.  “Mi è stato subito chiaro come ci sia un desiderio tangibile di partecipare alle attività delle community locali per risolvere problemi di tutti i giorni e rendersi utili. Sono convinto che Nextdoor possa diventare una risorsa preziosa per raggiungere questi obiettivi”.

Iscriversi a Nextdoor è facile e sicuro. I membri utilizzano il proprio nome e gli indirizzi di casa sono verificati, in più le conversazioni sono accessibili solo ai vicini verificati del proprio quartiere. L’accesso a Nextdoor è protetto da password, inoltre i contenuti condivisi nei quartieri e le informazioni personali dei membri non possono essere trovati tramite Google o altri motori di ricerca.

Chi è interessato a entrare nella community di Nextdoor del proprio quartiere può scaricare l’app o  visitare nextdoor.it inserire il proprio indirizzo per localizzarsi. Se il proprio quartiere è già su Nextdoor, si può immediatamente effettuare la registrazione, previa verifica. Se Nextdoor non è ancora attivo nella propria area, si può invece diventare il membro fondatore ed essere colui che porta Nextdoor nel quartiere.
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*La ricerca è basata su un campione di oltre 1.000 Italiani, condotta da Research Now.