TIM, Vodafone e Iliad si sono accaparrati le migliori frequenze 5G

Giuseppe Tripodi -

Giovedì 13 settembre si è conclusa la prima fase dell’asta per l’assegnazione delle frequenze 5G: come comunicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, i primi cinque blocchi, relativi alla banda 700 FDD, sono stati vinti da Vodafone, TIM e Iliad.

La banda a 700 Mhz è notoriamente la più interessante poiché, come precisa TIM nel suo comunicato stampa

permette di raggiungere tutto il territorio italiano, portando i servizi UBB [banda ultralarga, ndr] sia nelle aree rurali e in digital divide, sia nelle aree indoor molto sfidanti per la copertura mobile, come ad esempio palazzi nei centri storici delle città.

Riassumendo, le frequenze a 700 Mhz sono quelle caratterizzate da maggior penetrazione, che permetteranno una diffusione capillare della rete e, soprattuto, saranno ideali per i servizi dell’Internet of Things. Vodafone e TIM si sono aggiudicati due lotti a testa (oguno dei quali da 5 Mhz) a suon di rilanci, mentre Iliad ha ottenuto il terzo, che le era stato riservato in qualità di nuovo entrante nel mercato della telefonia, come stabilito dalla delibera 231/18/CONS di AGCOM.

Complessivamente, le tre società hanno investito 2,039 miliardi di euro per i cinuqe blocchi di frequenze 5G in questione: Iliad ha speso 676,4 milioni di euro, TIM 680 milioni di euro e Vodafone 685 milioni di euro (per le cifre più precise, potete consultare la tabella in fondo).

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Attualmente la banda 700 Mhz è occupata dal segnale TV (parte delle frequenze in questione, infatti, sono quelle su cui si appoggia il digitale terreste) e verrà liberato nel 2022: solo a quel punto le tre società potranno effettivamente utilizzare le frequenze per la loro rete 5G. La concessione dura 15 anni e, di conseguenza, si estenderà fino al 2037.

Oltre Vodafone, TIM e Iliad, le altre quattro società che partecipano all’asta sono Wind Tre, Fastweb, Open Fiber e Linkem, ma ad oggi nessuna di loro si è aggiudicata un blocco di frequenze.
Rimangono ancora in ballo:

  • 3 lotti per le frequenze 700 SDL (Supplemental Down Link, molto meno interessanti delle FDD) per cui nessuno ha ancora presentato offerte;
  • 4 lotti per le frequenze 3.700 Mhz (2 lotti da 80 Mhz, 2 lotti da 20 Mhz), su cui Wind Tre sta puntando molto ma dove la competizione “appare vivace”, come dichiarato dal Ministero;
  • 5 lotti per le frequzne da 26 GHz, su cui finora hanno puntato TIM, Fastweb, Iliad, Vodafone e Wind Tre

Ad oggi Linkem e Open Fiber non hanno presentato alcuna offerta, ma non è escluso che possano aggiudicarsi qualche blocco a cui gli altri operatori non sono interessati.

Stando agli ultimi dati forniti, gli incassi dello stato dall’assegnazione delle frequenze 5G sarebbero già circa 2,82 miliardi di euro, una cifra superiore rispetto a quanto preventivato (2,5 miliardi) e che verosimilmente continuerà a crescere con i rilanci per aggiudicarsi gli altri lotti non ancora assegnati.

Offerte per le frequenze 5G, aggiornate al 13 settembre 2018