Kirin 980 ufficiale: il primo SoC al mondo da 7 nanometri ha un cervello in più di voi!

Lorenzo Delli

Proprio in questi ultimi minuti, Richard Yu, CEO di Huawei, ha presentato ufficialmente il Kirin 980, il primo processore (o meglio, SoC) al mondo prodotto con processo da 7 nm della Taiwan Semiconductor Manufacturer Company (TSMC). Migliori performance, efficienza senza paragoni e connettività senza limiti: questi i punti di forza del nuovo SoC Huawei che andremo ad approfondire nei prossimi paragrafi.

Lo scorso anno, con il Kirin 970, abbiamo dimostrato a tutto il mondo il potenziale dell’intelligenza artificiale all’interno di un dispositivo mobile e quest’anno abbiamo progettato una powerhouse completa che non solo dimostra le eccellenti potenzialità dell’AI, ma garantisce ai consumatori prestazioni all’avanguardia. Dotato di CPU, GPU e Dual NPU completamente rinnovate, il Kirin 980 è il sistema più avanzato per supportare applicazioni di produttività e intrattenimento di nuova generazione.

Richard Yu, CEO Huawei

Grazie al processo costruttivo a 7 nanometri, il Kirin 980 raggruppa 6,9 miliardi di transistor in 1 cm2, permettendo un aumento di potenza di 1,6 volte rispetto al precedente modello, il Kirin 970. Anche l’autonomia è migliorata del 40%, almeno secondo quanto riportato da Huawei. Kirin 980 è anche il primo a integrare i core Cortex-A76, il 75% più potenti e il 58% più efficienti della generazione precedente.

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8 in tutto i core che lo compongono: due “super big” core basati su Cortex-A76, due “big” core basati su Cortex-A76 e quattro “little” core basati su Cortex-A55, più la nuova GPU Mali-G76. Ma i core non sono l’unica caratteristica del nuovo SoC. Se il Kirin 970 integrava la sua personale NPU, il 980 ne integra ben due, migliorando ulteriormente l’esperienza AI su smartphone. Qualche esempio pratico è stato fatto durante la presentazione. Anche grazie all’intelligenza artificiale, il Kirin 980 permette di mantenere i frame al secondo dei videogiochi più stabili. Come? Intuendo con qualche secondo di anticipo quando il gioco potrebbe aver bisogno di più risorse, allocandole prime quindi di un effettivo sforzo, e revocandole con lo stesso meccanismo in modo da non sforzare troppo la GPU.

Sempre grazie alla doppia NPU, il SoC è in grado di riconoscere 4.500 immagini al minuto. Non mancano vari strumenti dedicati agli sviluppatori per semplificare l’ingegnerizzazione dell’AI per smartphone e il supporto ai più comuni framework AI come Caffe, Tensorflow e Tensorflow Lite.

Lato fotografico, Huawei ha integrato il suo ISP (processore di immagine) di quarta generazione, che permette un aumento del 46% del flusso di dati rispetto al suo predecessore e un miglior supporto per le configurazioni multi-camera. Ci sono anche la nuova tecnologia di riproduzione dei colori in HDR in grado di modificare il contrasto delle immagini per evidenziare gli oggetti in diversi punti di un’immagine, e il miglioramento del monitoraggio del movimento, per scattare foto in movimento con maggior precisione.

Per quanto riguarda la connettività, Huawei ha integrato il primo modem al mondo che supporto LTE Cat.21, con velocità di download massima di 1,4 Gbps. Inoltre si tratta di un processore 5G Ready grazie al modem 5G modello Balong 5000 di cui è dotato. Sempre a bordo troviamo un GPS a doppia frequenza che dovrebbe migliorare ulteriormente l’accuratezza nel calcolo della posizione esatta dell’utente. Sul palco poi non sono mancati vari confronti con lo Snapdragon 845 del diretto concorrente Qualcomm (in termini di SoC, si intende), ma preferiamo rimandare tali confronti ad una prova pratica del Kirin 980.