Google e il tracciamento della vostra posizione: per disabilitarlo serve un clic in più del previsto

Nicola Ligas È tutto nero su bianco, ma bisogna sapere dove cercarlo...

Un’inchiesta della Associated Press svela quello che sembra un “segreto scottante”, cioè che Google continui a raccogliere dati sulla nostra posizione anche qualora avessimo disabilitato la cronologia delle posizioni. Lo scandalo ed il titolo di testa sono serviti, ma in questo caso siamo forse di fronte più ad un “segreto di Pulcinella” che altro.

È infatti vero che alcuni dati sulla posizione vengono comunque salvati (principalmente da dispositivi mobili, che si spostano con noi, ma comunque anche da fissi/notebook), ma Google non ne ha mai fatto mistero. Semmai ha “mimetizzato” come evitare del tutto questo comportamento.

Provate infatti ad andare nella pagina di gestione delle attività del vostro account Google, e disabilitate la famigerata cronologia delle posizioni. Comparirà un lungo avviso, che tra le altre cose recita:

Questa impostazione non ha effetto su altri servizi di localizzazione del tuo dispositivo, come le funzioni Servizi di geolocalizzazione e Trova il mio dispositivo di Google.

Alcuni dati sulla posizione potrebbero essere salvati come parte della tua attività su altri servizi Google, come Ricerca e Maps.

La sospensione di questa impostazione non comporta l’eliminazione di nessuno dei dati salvati in precedenza. Puoi vedere o eliminare i tuoi dati e molto altro all’indirizzo maps.google.com/timeline.

Come vedete, Google è stato piuttosto chiaro al riguardo, avvisando fin da subito che non basta disabilitare la cronologia delle posizioni per impedire del tutto il tracciamento. Questo perché alcune applicazioni, quali Ricerca e Maps (ma lo stesso può valere per app di terze parti), accedono alla vostra posizione istantanea nel momento in cui le avviate o effettuate una ricerca, allo scopo di fornirvi informazioni più rilevanti. Del resto “Cronologia delle posizioni” non significa “geolocalizzazione”, anche se in quanto a terminologia è lo stesso Google ad essere poco trasparente; ma su questo torneremo tra un attimo.

Vale infatti la pena puntualizzare un altro aspetto, cioè che la disattivazione della cronologia delle posizioni non eliminerà i dati salvati in precedenza, che possono essere cancellati recandosi all’indirizzo indicato sopra, oppure andando qui e filtrando per data ed app, cancellando poi a mano i dati che non vogliamo restino memorizzati. Cancellare la cronologia delle posizioni è un processo lungo e facilmente snervante, che potrebbe senz’altro essere reso più rapido e veloce.

Come impedire del tutto il tracciamento della posizione da parte di Google

Ma torniamo a noi: come possiamo impedire del tutto a Google di conoscere la nostra posizione? Semplice: disabilitando, oltre alla famigerata cronologia delle posizioni, anche l’opzione Attività web e app. La trovate sempre nella pagina di gestione delle attività, ma dalla sua descrizione non è immediato capire che si parli anche di posizione.

Google riporta infatti soltanto che Attività web e app “salva la tua attività nei siti e nelle app Google per offrirti ricerche più veloci, consigli migliori ed esperienze più personalizzate su Maps, Ricerca e altri servizi Google.” Se avete letto bene quanto abbiamo scritto poco sopra, capirete però che, siccome Maps e Ricerca hanno accesso alla posizione, in questo modo tali dati vengono salvati proprio da Attività web e app. Il sito di supporto Google chiarisce poi meglio quali tipi di dati vengono salvati, e tra questi ci sono “la posizione, la lingua, l’indirizzo IP, il referrer e la piattaforma utilizzata (il browser o un’app)“.

È un po’ una matrioska, che da una parte è conseguenza dell’intrecciarsi di servizi diversi, ma che dall’altra non dovrebbe essere compito degli utenti dipanare. Vero è che trovate tutto scritto nero su bianco nei vari link che vi abbiamo fornito, ma dovete anche sapere dove cercarli ed in un mondo in cui la tecnologia vuole semplificare la vita dell’utente, questa ragnatela di impostazioni difficilmente la semplifica.

Vi ricordiamo poi che, anche disabilitando tutte le opzioni che vi abbiamo indicato, non sarete “fuori dal radar”. Il vostro sistema operativo (Windows, Mac, iOS, Android, ecc.) può infatti accedere alla vostra posizione per offrirvi altri servizi, e solo disabilitando alla radice la geolocalizzazione sarete davvero isolati. In questo caso però scordatevi funzioni quali navigatore, trova il mio dispositivo e altre opzioni utili, perché in fondo ci sono casi in cui può essere molto importante che la posizione del vostro device (e quindi la vostra) sia nota.

Si tratta come sempre di bilanciare le esigenze di sicurezza e privacy, ed in quest’ottica gli utenti devono potersi fidare delle aziende e dei loro software. Se da parte di queste utlime ci fosse poi un po’ di trasparenza in più, probabilmente sarebbe anche più facile fidarsi.

Via: The Verge