Almeno un terzo dell’intera popolazione mondiale usa app di Facebook, ma non basta

Giuseppe Tripodi

Nella giornata di ieri Mark Zuckerberg e il resto del team di Facebook hanno annunciato i dati finanziari relativi al secondo trimestre del 2018, da cui sono venute fuori informazioni interessanti anche per chi vuole semplicemente farsi un’idea sul peso dell’azienda sul mondo (pur senza investirci in borsa).

Nonostante sia un dato relativamente marginale rispetto al resto, è molto interessante sottolineare che ad oggi circa un terzo dell’intera popolazione mondiale utilizza app di Facebook: durante la presentazione, infatti, Zuckerberg ha annunciato che i servizi offerti dalla società (Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp) sono utilizzati da 2,5 miliardi di persone. Precisiamo che si parla di singole persone reali, escludendo account multipli: in particolare, su base mensile, Facebook conta 2,23 miliardi di utenti attivi, WhatsApp arriva a 1,5 miliardi, Messenger 1,3 miliardi e Instagram 1 miliardo di profili.

Tutto questo, comunque, non è stato abbastanza: le azioni di Facebook sono infatti diminuite di prezzo, perché il numero di utenti è cresciuto meno del previsto: solo l’1,54%, in più di utenti giornialieri, un dato in calo rispetto all’aumento del 3,42% del primo trimestre dell’anno. In sostanza, sebbene il numero di utenti che utilizzano il social network continui ad aumentare, la crescita è inferiore rispetto a quella prevista, nonché la più bassa in assoluto da parecchi trimestri a questa parte.

Crescita degli utenti Facebook per trimestre

La situazione è particolarmente stagnante in Nord America e in Europa, i due mercati più redditizi per Facebook: negli USA il numero di utenti è sostanzialmente invariato, mentre nel Vecchio Continente la società ha addirittura perso utenti giornalieri: 279 milioni nel secondo trimestre, contro i 282 milioni del primo.

Gli utenti di Nord America ed Europa sono quelli che rendono di più a Facebook, in termini di monetizzazione: secondo quanto riportato da IlPost, grazie alla pubblicità, ogni iscritto utente statunitense frutta  in media 25,91$ al mese all’azienda, mentre un iscritto europeo porta 8,76$; gli utenti del resto del mondo, invece, “valgono” molto meno e il ricavo medio su di loro è di 1,91$ mensili.

I motivi per cui Facebook è in calo nei due mercati fondamentali sono diversi, e vanno ricercati sia nei recenti scandali mondiali che hanno coinvolto il social network (Cambridge Analytica in primis), sia perché la società fatica ancora a monetizzare quel che sarà un trend sempre crescente, le Storie.

Secondo l’azienda, infatti, entro il 2019 il numero di contenuti condiviso tramite le Storie supererà quello dei post classici sui social netowrk: tuttavia, il mercato della pubblicità non sembra ancora pronto ad abbracciare completamente questo formato, complice forse anche la volatilità di imamgini e video che scompaiono dopo 24 ore.

Insomma, Facebook non si trova nel miglior periodo della sua storia e la borsa ha risposto negativamente, ma l’azienda di Mark Zuckerbeg è ancora un enorme aggregatore di utenti, e difficilmente un terzo della popolazione mondiale cambierà in massa le sue abitudini nel prossimo futuro.

Via: TechCruncu, IlPost