OPPO sperimenta la prima videochiamata in 5G con luce strutturata: presto su smartphone, ma sapete cos’è?

Vincenzo Ronca

Oppo ha appena annunciato di aver portato a termine un esperimento doppiamente innovativo effettuando una videochiamata sfruttando la rete 5G, con protagonisti uno schermo ricevitore ed un oggetto 3D decodificato con la tecnica della luce strutturata.

Probabilmente molti di voi hanno già sentito parlare delle reti 5G: la tecnologia è stata sfruttata durante l’esperimento di Oppo grazie all’impiego di specifici terminali di rete, in forma prototipale, forniti da Qualcomm ed è caratterizzata da altissima velocità di rete, bassa latenza ed ampia capacità.

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L’altro protagonista dell’esperimento dell’azienda cinese è la tecnica della luce strutturata, della quale probabilmente pochi di voi hanno sentito parlare: si tratta di una tecnica di proiezione della luce, in tre dimensioni, sugli oggetti da mappare sfruttando le distorsioni che le proiezioni dei raggi stessi subiscono sull’oggetto da mappare.

Per capirci meglio, immaginate delle ombre di una grata proiettate su un oggetto qualsiasi, esse verranno distorte sulla superficie dell’oggetto e l’analisi di queste distorsioni permette di “decodificare” la forma dell’oggetto. Oppo ha sfruttato esattamente questo principio, usando per la videochiamata un Oppo R11s modificato, integrante una speciale fotocamera per luce strutturata impiegata per la trasduzione dell’oggetto protagonista della videochiamata stessa.

L’azienda cinese ha portato a termine con successo l’esperimento e, tramite il suo direttore del dipartimento hardware Bai Jian, afferma di credere molto in entrambe le tecnologie tanto da aver programmato il primo dispositivo con supporto al 5G entro il 2019 ed il primo smartphone con sensore per luce strutturata addirittura entro 6 mesi.

Via: Fone Arena