Che tonfo per gli smartphone nel mercato cinese! Spedizioni in calo del 21% nel primo trimestre del 2018 (foto)

Edoardo Carlo Ceretti - A risentirne in particolar modo però sono i produttori minori, mentre Xiaomi continua la sua ascesa a discapito di... Apple.

Dopo aver macinato numeri incredibili nel corso dell’ultimo lustro, il mercato cinese degli smartphone ha mostrato le prime vere crepe già a partire dal periodo conclusivo del 2017, durante il quale diversi analisti avevano lanciato l’allarme sul previsto calo del mercato. Un calo a dir poco drastico, secondo i dati raccolti da Canalys, che parla di un tonfo del 21% delle spedizioni di smartphone in Cina nel primo trimestre dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2017.

Sono state infatti soltanto 91 milioni le unità di smartphone spedite nei primi tre mesi del 2018, riportando il mercato cinese a dati che non si registravano dal lontano 2013, quando la crescita era vertiginosa e il picco era ancora lontano. Soltanto un anno fa, le spedizioni erano attestate a ben 114 milioni di unità, che certifica appunto un preoccupante -21% in questi primi scampoli di nuovo anno.

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Al momento però, a soffrire di questo nuovo scenario sembrano essere soprattutto i pesci piccoli (come quote nel mercato cinese), con concorrenti nella top 10 come Gionee, Meizu e Samsung destinati a chiudere il 2018 in calo rispetto agli anni precedenti. Le 4 grandi sorelle invece stanno sfruttando questa fase – in cui gli utenti sembrano puntare più sulla qualità, che sulla quantità – per consolidare la loro posizione e fare il vuoto rispetto ai rivali minori.

In particolare, Huawei guida il drappello dei migliori, forte di un 24% di quote di mercato (+6% rispetto al Q1 2017), mentre al secondo e terzo posto si confermano Oppo e Vivo, con rispettivamente il 19% e il 17%. L’ultima posizione di vertice è invece ricoperta dall’arrembante Xiaomi, ora al 13%, con l’ambizione di puntare presto al podio e scalzando nientemeno che sua maestà Apple. La voce Altri infine, in un solo anno, ha subito un vero tracollo: dal 42% al 27%, dimostrazione di come i 4 maggiori produttori tengano ormai sotto scacco il mercato cinese.

Fonte: Canalys