L’Antitrust riprende gli operatori: stop agli aumenti per il passaggio a fatturazione mensile

Giuseppe Tripodi - Secondo l'Autorità, i gestori di telefonia avrebbero fatto cartello e deciso insieme gli aumenti dell'8,6%

Tutti gli operatori hanno ormai annunciato l’adozione della fatturazione mensile (come previsto dalla legge 172/2017) e, nella maggior parte dei casi, il passaggio dalla tariffazione ogni 28 giorni a quella ogni mese solare ha portato con sé aumenti dell’8,6% sul costo di ogni singolo rinnovo (al fine di mantenere gli introiti su base annuale, nonostante il calo da 13 a 12 rinnovi annuali).

In seguito alla segnalazione da parte di associazioni dei consumatori, l’Antitrust ha avvianto un’istruttoria lo scorso febbraio, dalla quale si evince che gli operatori si sarebbero effettivamente accordati per procedere allo stesso modo. Questa intesa, che riguarderebbe TIM, Vodafone, Wind Tre e Fasteweb, violerebbe le norme sulla libera concorrenza e, per questa ragione, l’AgCom ha stabilito una sospensione cautelare dei rincari delle bollette telefoniche in seguito all’introduzione della fatturaizone mensile.

L’Autorità ha ritenuto che la documentazione acquisita durante le ispezioni confermi come prima impressionel’ipotesi istruttoria secondo cui le parti avrebbero comunicato, quasi contestualmente, ai propri clienti che la fatturazione sarebbe stata effettuata su base mensile anziché su quattro settimane, prevedendo al contempo una variazione in aumento del canone mensile per distribuire la spesa annuale complessiva su 12 mesi, invece che 13.

Pertanto, al fine di evitare il prodursi, in attesa della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e per i consumatori, l’Autorità ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e  di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti.

Precisiamo che le intimazioni di AgCom attualmente non hanno ancora una valenza legale, ma potrebbero trasformarsi in sanzioni nel caso in cui gli operatori ignorassero l’avvertimento. Inoltre, vale la pena sottolineare che il problema evidenziato dall’Antitrust non sono gli aumenti in sé, quanto che gli opratori si sarebbero comportati come un cartello, accordandosi sui provvedimenti da adottare e minando così la libera concorrenza del mercato.

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Tra le società coinvolte, l’unica a replicare finora è stata Fastweb, che dichiara di aver sempre agito correttamente e di aver costantemente perseguito politiche commerciali assolutamente indipendenti rispetto a quelle dei propri concorrenti.

Fastweb è passata alla fatturazione a quattro settimane più di due anni dopo i propri concorrenti, quando tale approccio commerciale si era ormai affermato come prassi nel mercato ed al quale ha dovuto necessariamente adeguarsi. Rispetto, invece, al ritorno alla fatturazione mensile, Fastweb si è attenuta rigorosamente alla tempistica dettata dalla normativa rilevante ed alle indicazioni fornite dal Garante per le Comunicazioni in merito alle modalità di comunicazione

Nonostante sia innegabile che Fastweb abbia cercato di distanziarsi dagli altri operatori (soprattutto su mobile), adottando policy più chiare, anche i costi delle offerte Fastweb verranno rimodulati al fine di mantenere la stessa spesa annuale (e, quindi, aumenteranno anch’essi di circa l’8,6%).

Fonte: Repubblica