La crescita del mercato di smartphone usati e ricondizionati manderà in crisi le vendite dei top di gamma?

Edoardo Carlo Ceretti Il ciclo vitale degli smartphone si sta allungando e sempre più utenti si rivolgono all'usato e ai dispositivi ricondizionati per cambiare modello.

Il MWC 2018 ci sta confermando una tendenza ormai molto diffusa nella fascia alta del mercato smartphone, ossia l’aumento vertiginoso dei prezzi di listino, sempre più vicino alla soglia dei mille euro. Soglia che Apple ha deciso di sfondare con il suo ultimo iPhone X, innescando un effetto domino che ha spinto anche i rivali a puntare sempre più in alto. Non è detto però che questa operazione paghi nel lungo periodo, anzi.

Un assaggio ci è stato offerto proprio da iPhone X, che ha sì generato lauti incassi per Apple, ma che ha comunque venduto meno di quanto il colosso di Cupertino si aspettasse. D’altronde, la qualità media dei dispositivi si è innalzata molto nel corso degli anni, tanto che gli utenti meno esigenti non sentono più la necessità di cambiare smartphone ogni due anni – come avveniva fino a qualche anno fa – bensì ogni due anni e mezzo o tre.

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La dilatazione del ciclo vitale degli smartphone è soltanto una delle cause che potrebbe mandare in crisi le vendite dei costosissimi ultimi modelli, l’altro grande fronte è rappresentato dal mercato degli smartphone usati e ricondizionati. Le ultime uscite continuano ad affascinare gli utenti, che tuttavia stanno imparando ad attendere prezzi più umani – grazie appunto al mercato di seconda mano – per portarseli a casa. Un fenomeno del tutto simile a quello diffuso nel settore dell’automobile.

Tutto ciò starebbe spingendo i grandi colossi del settore ad entrare in modo più diretto nel mercato degli smartphone ricondizionati – Apple ha già iniziato a farlo da tempo, tramite il suo store ufficiale – ma anche a riconsiderare le proprie strategie sulle fasce più basse del mercato. Non ci sarebbe da stupirsi se in futuro Samsung razionalizzerà ulteriormente la sua fascia media – già molto più ridotta, nel numero di modelli, rispetto al passato – per mantenere ufficialmente in commercio i modelli top di gamma degli anni precedenti.

Le vostre abitudini come sono cambiate negli anni? Lo scenario qui tratteggiato rispecchia il vostro modo di pensare il mercato degli smartphone, oppure avete un altro punto di vista?

Via: 9to5 GoogleFonte: WSJ