Con iPhone X non dovete temere il burn-in del display (e con Galaxy Note 8, invece?)

Giuseppe Tripodi -

Con iPhone X, Apple ha impiegato per la prma volta un display OLED su uno dei suoi smartphone: questa tecnologia era ben nota ai fan di Android, in quanto diversi produttori adottano schermi di questo tipo. Tra i tanti, ovviamente nella lista delle aziende che usano gli OLED c’è anche Samsung, che ha anche prodotto i display per iPhone X.

Gli schermi OLED spiccano per l’intensità dei neri e, in generale, per la vivacità dei colori, ma hanno anche delle controindicazioni: la più grave di queste è sicuramente il burn-in, che si verifica quando il display mostra per lungo tempo la stessa immagine, che finisce per rimanere “impressa” sullo schermo.

In passato il burn-in era un problema molto ricorrente negli smartphone con pannelli OLED, ma col tempo la tecnologia è migliorata e i modelli più recenti utilizzano diverse precauzioni per evitare questa criticità. A tal proposito, il portale coreano Cetizen ha eseguito un (lungo) test per verificare come si comporta lo schermo di iPhone X, comparandolo con quelli di Galaxy S7 Edge e Galaxy Note 8.

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I tre dispositivi sono stati lasciati con un’immagine statica per lungo tempo, mentre il team di Cetizen periodicamente verificava la presenza di burn-in: su iPhone X ci sono volute ben 510 ore prima che sullo schermo si imprimesse l’immagine in questione. Sui modelli Samsung, invece, il problema si è presentato prima e, in ogni caso, dalla galleria in fondo risulta evidente come dopo 510 ore il burn-in sia peggiore su Galaxy Note 8.

A scanso di equivoci, precisiamo che questo ovviamente non implica che dovreste preoccuparvi troppo di burn-in sul nuovo phablet dell’azienda coreana (a meno che non vogliate lasciare la stessa immagine per dei giorni, è ovvio).

Via: BGRFonte: Cetizen
  • Ma22

    Ma se lascio la stessa immagine per giorni dopo cosa succede esattamente?

    • C’è scritto nell’articolo: rimane impressa sullo schermo, anche visualizzando altre schermate.

      Ad esempio, se provi a visualizzare un’immagine grigia o nera, vedresti l’immagine che è rimasta visualizzata per tanto tempo sullo schermo (quando invece non dovrebbe apparire).

      Su Android tale problema si notava sui primi schermi OLED, con la barra di notifiche e di navigazione di Ice Cream Sandwich che rimanevano impresse dopo un paio di anni.

  • Tungstein

    Sul mio S7 edge un minimo di burn-in è presente ed è comparso prima che avesse compiuto un mese. Questa tecnologia ha ancora qualche limite, ma sicuramente la visione è più appagante, soprattutto su dispositivi portatili.
    In oltre il difetto passerebbe in garanzia, da quello che mi ha detto Samsung, e prima o poi mi farò sostituire il display. Magari fra un po’ che avrà senso anche far cambiare la batteria ?

  • an-cic

    Peccato che proprio Apple è la prima a non esserne sicura dato che nelle condizioni di garanzia esclude esplicitamente il burnin… Quindi se Apple teme il burn in io sono più fesso che non devo temerlo?

    Titolo sbagliato

    • Giuseppe Tripodi

      Apple ha inserito le note sul burn-in del display semplicemente perché con gli schermi OLED è fisiologico che possa succedere ed è giusto che gli utenti ne siano consapevoli.

      Ho scritto nel titolo che non c’è da temerlo perché diciamo che 510 ore sono un risultato decisamente notevole, che lascia intendere che Apple abbia preso degli accorgimenti per minimazzare il problema e, in ogni caso, è spiegato tutto nell’articolo.

      Non è che tu sia più fesso, però mi pare una polemica un po’ sterile 😉

  • Obi-Wan

    iPhone X, l’iPhone più Samsung di sempre.
    Samsung gli produce display, cpu, fotocamere e memorie.

    • Davide

      Ahahahahahahah ci capisci veramente poco di tecnologia tu fenomeno, la cpu viene prodotta da TSMC, la fotocamera da Sony e le memorie sono Toshiba. Solo il display è Samsung. Fenomeno prima di parlare, pensa con il tuo cervellino