IDC prevede che per il 2021 il mercato degli indossabili si espanderà nei numeri e nelle categorie di prodotti (foto)

Edoardo Carlo Ceretti Le spedizioni raddoppieranno rispetto al 2017, ma i dispositivi saranno più completi di quelli di oggi, mentre nuove categorie di prodotti si affermeranno.

Nonostante spesso si dica che il mercato dei dispositivi indossabili non sia ancora decollato, quasi alludendo ad un suo prossimo e definitivo fallimento, con ogni probabilità il futuro sarà di tutt’altro segno. Il motivo sta nel fatto che l’esplosione della moda degli smartwatch è probabilmente avvenuta in tempi prematuri, quando le tecnologie non erano ancora pronte per assicurare agli utenti dispositivi davvero utili e capaci di rendersi insostituibili.

Non è un caso infatti che, attualmente, secondo IDC il mercato dei dispositivi indossabili sia dominato dalle fitness band, ovvero i prodotti più basilari del settore. Assieme agli orologi ibridi – ovvero analogici, con qualche funzione smart – occupano oltre la metà del market share dell’intero settore. Gli smartwatch sono relegati al 27,9% ma, entro il 2021, la situazione muterà radicalmente, secondo le previsioni.

L’avanzamento tecnologico permetterà agli smartwatch di trovare la propria strada, rendendosi dispositivi polifunzionali e non necessariamente dipendenti dagli smartphone. Le spedizioni degli smartwatch dovrebbero raggiungere le 78 milioni di unità all’anno, finalmente guadagnandosi lo scettro del settore. Ciò contribuirà al declino delle fitness band, corroborato da nuove categorie di prodotti, attualmente intraviste in fase soltanto quasi prototipale.

Ci riferiamo non tanto a categorie del tutto nuove, bensì a versioni smart di prodotti di uso comune: cuffie e vestiti ad esempio, vedranno una sempre maggiore integrazione di funzioni smart, prendendo il posto di ciò che attualmente rappresentano le fitness band. Comunque andrà, secondo IDC il mercato de wearable ha un futuro roseo dinnanzi a sé e i dispositivi che indosseremo nel 2021 faranno sembrare quelli attuali poco più di buffe caricature.

Fonte: IDC