Perché Fastweb offre solo 1GB per il roaming in UE?

Giuseppe Tripodi -

Come certamente saprete, grazie alla nuova normativa europea, a partire dal 15 giugno sono aboliti tutti i costi di roaming per l’UE. Anche Fastweb ha aderito alla nuova regolamentazione, ma sin da subito è stata al centro di una piccola polemica: l’operatore, infatti, ha sempre dichiarato di offrire ai suoi clienti 1GB di navigazione in roaming.

Questa limitazione viene confermata dal sito ufficiale, nonché dall’esplicita dicitura che ogni utente può trovare nella propria area clienti, a prescindere dall’offerta sottoscritta.

Probabilmente 1GB di traffico dati è sufficiente per utilizzare lo smartphone per qualche giorno mentre ci si trova all’estero, ma c’è un problema: questa limitazione, infatti, viola la normativa europea, che prevede calcoli ben precisi per stabilire la quantità minima di traffico dati che l’operatore deve offrire.

Come abbiamo più volte spiegato e come si può leggere anche nell’apposito PDF esplicativo dell’Unione Europea, il numero minimo di GB che il gestore deve offrire è pari al doppio del volume ottenuto dividendo il costo della propria offerta (IVA esclusa) per il prezzo massimo all’ingrosso per 1 GB (attualmente pari a 7,7€).

In sostanza, ogni operatore dovrebbe offrire una quantità di GB minima pari al calcolo ottenuto con la seguente formula:

(2* (CostoTariffaSenzaIVA / 7,7) = NumeroGBinRoaming

Nella maggior parte dei casi, applicando questa formula, si ottiene un quantitativo di dati superiore ad 1GB.

Per questo motivo abbiamo chiesto spiegazione a Fastweb, che ci ha risposto spiegando che la volontà è quella di offrire chiarezza e, quindi, stabilire palesemente qual è il tetto massimo di GB utilizzabili all’estero.

Poiché la caratteristica principale dell’offerta Fastweb Mobile è la chiarezza/semplicità, Fastweb vuole offrire una formula unica per rendere ancora più trasparente al cliente l’informazione sulla quantità di traffico dati/voce/sms utilizzabile dai paesi UE,  indipendentemente dall’offerta, prevedendo 1 Giga di traffico (soglia che permette totale libertà di navigazione poiché molto più alta dell’utilizzo medio in roaming) e fino a 500 minuti voce e 500 sms da paesi Ue.

Dal canto nostro apprezziamo la volontà di esprimere esplicitamente il data cap (quasi nessuno degli altri operatori comunica esplicitamente a quanto ammonti il tetto di dati), ma ciò non toglie che in tutti i casi 1 GB sia una soglia inferiore rispetto a quanto previsto dalla legge approvata dal Parlamento Europeo.

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E, se in alcuni casi la differenza è minima (ad esempio, chi ha la Mobile 250 e la paga 5,95€ avrebbe diritto ad 1,2GB), in altri casi si parla di una discrepanza sostanziale: ad esempio, chi ha la Mobile Freedom e la paga 14,95€ avrebbe diritto ad almeno 3,8 GB di navigazione all’estero, ossia quasi il quadruplo rispetto a quanto stabilito da Fastweb.

Fastweb ha anche chiesto ad AGCOM una deroga, richiedendo di poter applicare il proprio data cap, senza la necessità di applicare la formula per ogni singola opzione. Inoltre, nella risposta inviataci, l’operatore lamenta che il Regolamento europeo ha sfavorito gli operatori virtuali, che non hanno infrastrutture e non possono vendere GB ai gestori esteri.

Fastweb ha in questo senso chiesto all’AGCOM una deroga, in totale conformità con il regolamento europeo, al fine di applicare questa formula più semplice e chiara, invece di differenziare per ciascuna offerta il traffico utilizzabile dall’estero, con il rischio di generare confusione tra i consumatori. Aspettiamo, quindi, fiduciosi l’esito del procedimento istruttorio AGCOM per confermare questo approccio.

La richiesta di deroga deriva anche dal paradosso creato dal Regolamento europeo che ha azzerato i costi del roaming al dettaglio ma non quelli “all’ingrosso”. Tale sbilanciamento determina uno svantaggio per gli operatori mobili virtuali, come Fastweb, che acquistano traffico dati dalle reti che li ospitano. Il Regolamento, infatti, stabilisce che il prezzo al dettaglio del roaming (ovvero il prezzo pagato dall’utente finale) deve essere azzerato, mentre fissa un costo per il traffico roaming all’ingrosso (cioè quello pagato da un operatore all’altro). Mentre per gli operatori infrastrutturati questo rappresenta un costo solo nominale (acquistano e vendono traffico roaming in modo bilanciato), tale situazione determina un grave problema per i mobili virtuali, che acquistano traffico roaming e dunque incorrono in un costo effettivo per offrire ai propri clienti questo servizio a costo zero.

Pur comprendendo lo svantaggio dei MVNO rispetto agli operatori canonici (ma anche su questo potremmo avere da ridire) e apprezzando la volontà di esprimere chiaramente il tetto massimo di GB in roaming, 1 GB è un ammontare di dati evidentemente inferiore rispetto a quanto previsto dalla regolamentazione europea, oltre ad essere una soglia che si raggiunge molto facilmente in caso di permanenza all’estero per più di qualche giorno: proprio per quest’ultima ragione, quindi, viene meno il concetto di roam like at home su cui l’Unione Europea ha insistito.

Per continuare a puntare sulla chiarezza, un’ottima soluzione sarebbe quella di offrire un quantitativo di GB che varia a seconda dell’offerta sottoscritta.

Non ci resta quindi che attendere la decisione di AGCOM in merito alla vicenda, per scoprire se Fastweb potrà continuare ad offrire solo 1 GB all’estero o dovrà rivedere le proprie politiche in merito al roaming nei paesi UE.