Free Mobile potrebbe ritardare a fine 2017

Giuseppe Tripodi -

La fusione tra Wind e 3 Italia è stata completata e, presto i due gestori inizieranno ad operare come unico: proprio per questo motivo, in territorio italiano si è liberato un posto che, com’è ormai noto, verrà occupato da Free Mobile.

L’operatore francese, di proprietà di Iliad, sarebbe dovuto arrivare a fine estate, ma sembra che il lancio in Italia potrebbe ritardare almeno fino a fine anno. Lo ha riportato Bloomberg, secondo cui il presidente della compagnia Xavier Niel avrebbe preferito rinviare lo sbarco per massimizzare l’impatto commerciale del nuovo marchio.

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C’è infatti da sottolineare che le tariffe italiane sono sensibilmente più basse della media europea e, probabilmente, Free Mobile dovrà trovare strategie commerciali adeguate per distinguersi in un mercato che presenta già diverse offerte low cost.

Infine, vale la pena segnalare che Iliad è in trattative esclusive con Nokia per la costruzione del suo network in Italia, che ci auguriamo sarà all’altezza dell’operatore.

Via: CorriereComunicazioni
  • Fra Lu

    Le tariffe italiane sono più basse della media europea? Ho sempre letto il contrario .-.

    • Gio_90

      Tra wind e operatori virtuali forse si

      • Fra Lu

        Sui forum leggi solo di gente “in *inserisci nome paese europeo* pagavo 5 euro e avevo millemila giga in 4g quando qui neanche si sapeva cosa fosse!”
        (Riportato parola per parola ?)

    • Ugo

      hai sempre letto male.
      le tariffe italiane non sono malaccio.
      sono i servizi che fanno hahare.
      per dire, in diverse paesi europei puoi avere opzioni a con voce e messaggistica illimitata, connessioni roaming incluse per chiamare il paese d’origine ed una bella copertura 4g.
      poi magari ti danno solo 1 o 2 giga. e ti fan pagare 20-30 euro al mese.

    • franco

      Pure io

  • boosook

    La Francia si sta comprando mezza Italia… Banche, assicurazioni, telecomunicazioni, trasporti… Non so se ve ne siete accorti… Saremo come la Grecia con la Germania.

    • Muterecords

      Hai tralasciato la GDO: Auchan, Carrefour, Leclerc…

    • franco

      E a noi popolo che ci cambia?

      • boosook

        Un fiume di soldi che anziche’ rimanere in Italia va all’estero, e lo stesso dicasi per i posti di lavoro.

        • franco

          Se lavori e guadagni in Italia paghi le tasse qui. Poi sta a noi consumatori indirizzare certe scelte. Io ad esempio quando al telefono sento un procacciatore di contratti straniero, riattacco.

          • boosook

            tu paghi le tasse qui, ma paghi le tasse su quello che viene pagato a te. Quello che viene invece *guadagnato* dalla compagnia va a finire in un altro paese, e le tasse pure. Inoltre, il management e una gran parte dell’amministrazione sara’ tipicamente in un altro paese. Per intendersi, se Generali, la piu’ grande compagnia di assicurazioni italiana, che ha in mano gran parte del risparmio degli italiani inclusi i buoni del tesoro, finira’ in mano a AXA, i suoi profitti finiranno a AXA, una societa’ francese, con sede in Francia. In Francia fara’ i suoi profitti, in Francia paghera’ le tasse su quei profitti, in Francia staranno i manager e gran parte della dirigenza. In Italia rimarra’ la “bassa manovalanza”, i lavoratori nelle filiali. E soprattutto, in Francia verranno fatte le scelte strategiche per la compagnia. Vuoi licenziare? Rispondi al governo francese, non a quello italiano. Vuoi usare i soldi degli italiani depositati in Generali per risanare le casse di AXA nel caso in cui serva? Ecco che lo fai. Non e’ proprio la stessa cosa come avere la societa’ in Italia.

        • franco

          E comunque anche le compagnie attuali si servono di lavoratori che stanno all’estero.

          • boosook

            Certamente, ma una volta pagati i lavoratori i profitti dove vanno? Non restano in Italia.

          • franco

            La legge impone alle aziende, anche se con sede all’estero, di pagare le tasse su quanto guadagnato in Italia. Quindi le tasse DEVONO pagarle!

          • boosook

            Se fosse così non ci sarebbero tutti questi problemi con i vari Google, Apple eccetera che pagano le tasse in Irlanda perché lì hanno sede.

          • franco

            Il problema nasce perché c’è un buco normativo con queste società che danno servizi on line. È difficile stabilire il luogo di erogazione. Nel caso di un gestore telefonico è palese che il servizio venga erogato sul territorio nazionale, quindi il problema non sussiste.

          • boosook

            Ascolta, ti faccio un esempio molto piu’ terra terra. Vai a far la spesa alla Coop o all’Esselunga: da dove vengono i prodotti? Principalmente Italia. Vai al Lidl: da dove vengono? Principalmente Germania. Vai a Auchan e Carrefour: da dove vengono? Principalmente Francia. Altro esempio: la tramvia di Firenze e’ gestita da RATP (l’azienda che gestisce la metro a Parigi). Sai chi ha avuto l’appalto per le macchinette dei biglietti? Una ditta francese. Se poi vuoi continuare con la tua tesi che la proprieta’ delle aziende non conta nulla fai pure, ma la realta’ e’ diversa.

          • franco

            Ma su questo sono d’accordo, anche se ormai ha poca importanza di chi sia la proprietà. Può essere anche italianissimo ma poi se i capitali li porta all’estero non cambia nulla. Se sei italiano e la fabbrica dei prodotti che vendi in Italia la apri in un altro paese che cambia? Lo vedi che non basta lo status di italiano per rendere il nostro paese meno povero?

          • boosook

            Portare i capitali all’estero non e’ che sia cosi’ semplice se sei un’azienda italiana, se sei estera e’ praticamente certo.
            Secondo il tuo ragionamento i paesi africani dovrebbero essere ricchissimi visto che sono pieni di diamanti e metalli preziosi, invece fanno la fame e i profitti vanno tutti a multinazionali estere. Non mi pare che i minatori del Congo siano ricchi, mi pare invece che sia la De Beers a godersi tutti i profitti dell’estrazione dei diamanti. Ti rendi conto che questo e’ il metodo in cui paesi come Inghilterra, Francia, Olanda, e Stati Uniti hanno ridotto in miseria mezzo mondo? Usando le risorse dei paesi colonizzati e portando tutti i profitti nelle loro nazioni?
            Punto secondo: come tu dici e’ verissimo che il fatto che l’azienda sia italiana non e’ condizione sufficiente a garantire niente, ma e’ piu’ probabile che sia legata al territorio e che i suoi fornitori siano altre aziende italiane, come dimostrano gli esempi che ho fatto con la grande distribuzione. Certamente, niente vieta di spostare la produzione in Romania. Ma se l’azienda e’ estera e’ praticamente certo che al momento di licenziare o delocalizzare non gliene freghera’ niente dei lavoratori italiani.
            Punto terzo: e se lo status quo dovesse cambiare? Se dovesse esserci un’uscita dall’euro e dal mercato comune? Quale potere di intervento avrebbe il nostro governo sulle aziende estere? Sul fatto ad esempio che aziende di trasporti o di telecomunicazioni contribuiscano al sistema paese? Se Air France avesse comprato Alitalia, magari non sarebbe sull’orlo del fallimento, ma stai sicuro che sarebbe stata terribilmente ridimensionata: pensi che l’interesse di Air France sarebbe stato quello di un rilancio della nostra compagnia di bandiera o piuttosto quello di portare piu’ persone possibile al suo hub dell’aeroporto di Parigi? Potrei continuare molto. C’e’ solo da perdere quando le tue aziende vanno in mani estere, e’ un lento progressivo depauperamento del sistema industriale del paese, e non solo in termini economici, anche il termini di know-how e di posizioni lavorative di alto profilo visto che tipicamente il management va all’estero e qui rimangono solo le posizioni di manovalanza. Dove vogliamo andare come paese se tutte le nostre aziende strategiche vengono acquistate da aziende estere? Adesso arriva Free Mobile dalla Francia. Credi che saranno i nostri laureati in informatica o quelli francesi a progettare il software e l’infrastruttura tecnologica?

          • franco

            Il tuo è un ragionamento che si faceva negli anni 70/80, ora non più. Ora qualunque azienda che fatturi oltre il milione d’Euro si affida a operatori finanziari, commercialisti che suggerisco le migliori strategie per risparmiare. Ma questi ormai sono discorsi superati. Il CETA, la UE, le BORSE, i grandi gruppi finanziari comandano non solo l’Italia ma tutto il mondo.

          • boosook

            Mah, sono solo parzialmente d’accordo. I governi nazionali hanno ancora molto da dire, specialmente se parliamo di un paese come la Francia che è estremamente nazionalista e protezionista.