Sapevate che la fotocamera del vostro smartphone ha una “impronta digitale” unica? Scopritela con CamFinger! (foto)

Leonardo Banchi -

Se pensate che tutte le fotocamere siano uguali, o almeno che lo siano fra loro i sensori dello stesso modello, vi sbagliate: a causa di minuscole imperfezioni presenti sul sensore, alcune aree di quest’ultimo interpreteranno la luce in ingresso in modo differente, generando un “pattern” di luci e ombre che si ripete in ogni foto scattata con il dispositivo.

Questa trama, invisibile a occhio nudo ma identificabile attraverso un apposito software, è esattamente come una “impronta digitale” della vostra fotocamera: permette infatti di associare in modo univoco ogni foto al dispositivo con cui è stata stampata, poiché a causa dell’elevatissimo numero di pixel presenti (12 milioni in una foto da 12 megapixel) è altamente probabile che non esistano due dispositivi con una trama identica.

Come vedere e confrontare la trama del proprio sensore

CamFinger, sviluppata all’interno di un progetto in collaborazione fra l’Università di Erlangen-Nuremberg e il Politecnico di Milano, è un’applicazione gratuita che permette di scoprire, in modo davvero semplice, il pattern che contraddistingue la propria fotocamera. La procedura iniziale vi guiderà infatti nella cattura di cinque fotografie (ognuna in 4 copie), che saranno inviate a un server ed elaborate per il riconoscimento del pattern.

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A questo punto potreste giustamente domandarvi cosa dovreste farne della “ragnatela grigia” che identifica in modo univoco il vostro sensore. La risposta, in realtà, è “niente”: CamFinger, dopo avervela mostrata, vi  permetterà infatti soltanto di confrontarla in modo anonimo con quelle di altri utenti, evidenziandone le percentuali di informazioni in comune. Assieme a questo, però, vi saranno fornite moltissime informazioni interessanti sullo studio, che non potranno fare a meno di affascinarvi se siete appassionati di tecnologia, informatica o fotografia.

Download gratuito

CamFinger è disponibile gratuitamente per Android ed iOS sui rispettivi store: potete scaricarla sul vostro dispositivo, e scoprire subito l’impronta digitale che lo caratterizza, cliccando sul badge per il download che trovate a seguire.

Play Store badge

App Store badge

  • giuliog

    Sapete che c’è un altro sito italiano (tuttoand****) che prende parecchio spunto da voi? Anche stavolta ha fatto uscire da 10 minuti (quindi dopo il vostro) un articolo sulla stessa app

    • Steve

      e che ci può fare Androdiworld? se la notizia non è una loro esclusiva, ognuno può riprenderla citando liberamente l’autore della notizia (che, se non è un’esclusiva, non è Androidworld), senza quindi copiare. è quello che succede ogni giorno sul web anche su siti generalisti. cosa possiamo fare noi come utenti? tu hai notato che Androidworld è generalmente più veloce? premia AW, segui AW, non seguire TA e consiglia AW 🙂

  • Bonnox

    “a causa di minuscole imperfezioni presenti sul sensore, alcune aree di quest’ultimo interpreteranno la luce in ingresso in modo differente”

    tranquilli che Il mio sensore farà sempre e comunque schifo.
    Comincio a pensare che la scritta “exmor” sia solo un adesivo… -.-”

    comunque appena trovo un po’ di spazio disponibile la provo, grazie dell’interessante segnalazione!?

    • Gio123

      e del rumore che te ne fai? I fotografi lottano ogni giorno contro il rumore, e te lo vuoi vedere meglio!? Ahahahah xD
      [ovviamente il mio commento è in tono amichevole!]

  • L0RE15

    beh, proprio non servire a nulla come sostenete voi a me non sembra! Ad esempio si potrebbe dimostrare la paternitá di una determinata foto dimostrando di avere la fotocamera che la ha scattata! e da qui un passo avanti per far valere i propri diritti d’autore o cose simili…

    • Leonardo Banchi

      Scusa, ho letto solo adesso il tuo commento!
      Mi sono spiegato male, con “a nulla” non intendevo che tutta la ricerca è inutile, anzi!!! Quello che volevo evidenziare è che al momento, con l’app, non è possibile né estrarre l’impronta del sensore per utilizzarla in software esterni, né confrontarla con quella di un’altra immagine a propria scelta per lo scopo che hai evidenziato tu!
      Insomma, al momento l’app è solo dimostrativa dello studio stesso, poi confido che in futuro si espanderà e sarà possibile metterne realmente a frutto i risultati.