Telegram sta per lanciare l’ICO per la sua criptovaluta, ma ha già raccolto cifre incredibili (Aggiornato: ICO annullata)

Edoardo Carlo Ceretti -

Dopo la comparsa dei primi curiosi – ma concreti – indizi sulla creazione di una propria criptovaluta, sembra che Telegram abbia iniziato a fare sul serio, preparandosi per il lancio dell’ICO (Initial Coin Offering) per finanziare il progetto. E, a giudicare da quanto emerso da fonti autorevoli come Bloomberg, l’ICO di Telegram potrebbe aver già infranto ogni record, ancor prima di essere aperta al grande pubblico.

Sembra infatti che Telegram abbia aperto una preliminare raccolta privata di finanziamenti, in preparazione all’ICO pubblica, inizialmente fissata a circa 1,2 miliardi di dollari. In brevissimo tempo, Telegram avrebbe già raccolto una cifra fra i 600 e gli 850 milioni di dollari, dando prova dell’enorme interesse suscitato dal progetto negli investitori. Il successo potrebbe spingere l’ICO fino a 2 miliardi di dollari, secondo le previsioni di Bloomberg.

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Si tratterebbe dunque dell’ICO più alta nella storia del settore finanziario, polverizzando il precedente record stabilito da Fileicon, con 257 milioni di dollari. Dal canto suo, il fondatore Pavel Durov sta continuando ad eludere qualsiasi commento sulla svolta epocale che attende Telegram, ma non potrà nascondersi ancora a lungo.

La criptovaluta targata Telegram comporterà molti vantaggi per la piattaforma, che potrebbe arricchirsi di tanti nuovi servizi, come VPN decentralizzati, per un’esperienza web ultra sicura in stile TOR, pagamenti online e vendita di bene o servizi senza la necessità dell’intermediazione di banche o istituti centralizzati, e molto altro ancora.

Aggiornamento22-02-2018

Secondo quanto riportato da TheVerge, presto Telegram lancerà un altro giro di pre-vendita non aperto al grande pubblico per finanziare la sua criptovaluta. Dopo il primo turno di pre-vendita in cui Durov e soci avrebbero convinto 81 grandi nomi (tra cui i giganti della Silicon Valley Sequoia Capital e Benchmark) ad investire 850 milioni di dollari nella sua criptovaluta, pare che che questo secondo turno potrebbe portare cifre altrettanto grandi, che porterebbe Telegram ad avere oltre 1,6 miliardi di dollari ancor prima di aprire la ICO al pubblico.

Attualmente tutti i nomi coinvolti si sono rifiutati di commentare la notizia.

Aggiornamento03-05-2018

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e confermato da The Verge, Telegram avrebbe deciso di annullare la sua ICO.

Secondo il WSJ, una delle possibili motivazioni dietro questa scelta riguarderebbe le regolazioni sempre più stringenti della Securities and Exchange Commission e altri enti statunitensi, che starebbero cercando di regolamentare la vendita di criptovalute. Come spiegato dal presidente della SEC, Jay Clayton, “molte ICO vengono condotte illegalmente, i promotori e i partecipanti non rispettano le nostre leggi”.

Oltre le ragioni legate ai possibili problemi legali che l’ICO potrebbe portare, c’è anche chi sostiene che Telegram abbia semplicemente raccolto fondi sufficienti tramite le vendite private e non abbia più necessità di aprire la vendita di criptovalute al grande pubblico prima di lanciare la sua piattaforma. Ricordiamo che, secondo alcune stime, a febbraio Durov e soci avevano già raccolto più di 1,6 miliardi di dollari.

In ogni caso, per il momento sembra che solo la ICO sia stata annullata, ma pare che la piattaforma Telegram Open Network e la relativa criptovaluta continueranno ad essere uno degli obiettivi della società.

Via: Tech Crunch, BloombergFonte: SEC
  • Luigiantonio Calò

    speriamo solo sia tutto vero…

  • Della

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  • Matteo Grifantini

    Stanno avanti

  • Psyco98

    Abbiamo finalmente trovato il famoso step 2.

  • se penso che una compagnia come italo è stata comprata per 2 miliardi di euro, e a questi gli hanno dato 1,2 miliardi di dollari per cosa? Io credo un sacco nelle criptovalute e nella blockchain, ma non bisogna mai perdere il senso del valore delle cose. Telegram è un’applicazione “copia”, una roba che è tenuta in piedi da un pugno di sviluppatori, a che servono tutti sti soldi?

    • Lorenzo Pizzigati

      Sì vede che Telegram la conosci poco , fai parlare chi ne sa, altrimenti rischi di fare brutte figure

      • Caro, invece di sparare sentenze immotivate come potrebbe fare qualunque bimbominkia, spiega dove sta il valore aggiunto di telegram rispetto a whatsapp ad esempio dai. Poi chi sarebbe che ne sa? Dai sentiamo

        • Lorenzo Pizzigati

          Se vuoi iniziare una discussione in merito, prima laureati in Ingegneria Informatica o in Informatica, poi ne riparliamo, Telegram e Whatsapp non sono neanche paragonabili, Telegram >> Whatsapp . Quando saprai qualcosa sull’IA e sui protocolli di comunicazione a quel punto avrà senso parlarne, altrimenti sarebbe come spiegare gli integrali ad un bambino delle elementari

          • Vabbè sei una capra.
            P.s. 1. Sono ingegnere, 2. Lavoro da 5 anni e faccio il PM in aziende che fanno sviluppo software.
            Se vuoi iniziare una conversazione fai pure, ma a questo punto non ne vedo la necessità.

          • Lorenzo Pizzigati

            1) Non esiste ingegnere informatico che dica che Telegram è peggio di WhatsApp o che ne è semplicemente una copia
            2) Un PM non perde tempo a fare commenti di merda
            3) O sei un gestionale o dici cazzate

          • Ravid

            Sarà sicuramente un gestionale. Altrimenti non si spiega il linguaggio che usa.

    • mario michele d’onofrio

      Poichè Telegram è un contenitore i cui contenuti sono offerti gratuitamente dagli utenti, si potrebbe paragonare a Italo solo se i viaggiatori, per viaggiare, spingessero i treni. Non hai tutti i torti, ma il futuro sarà fatto (molto probabilmente) di informazione (come il passato, d’altronde) saremo codificati, volenti (come quelli che si entusiasmano a farsi mettere un microchip sotto pelle) o nolenti (come quelli che, come me, si terrorizzano alla sola idea di essere sotto controllo costante). Tempo fa (una quindicina di anni) l’AD di una primaria televisione francese in un’intervista sostenne che il suo lavoro consisteva nel vendere CERVELLI DISPONIBILI ad acquirenti i più disparati; naturalmente i cervelli erano messi a disposizione dagli spettatori. I social network sotto questo punto di vista sono molto più chirurgici. Inoltre i treni di Italo corrono su neanche 1.000 km di rotaie, Telegram ha confini che coincidono con quelli del Globo. Saluti