Il co-fondatore di WhatsApp, Jan Koum, ha lasciato Facebook: ecco il suo messaggio

Giuseppe Tripodi

La decisione era stata anticipata da diversi rumor e un lungo report del Washington Post, ma è stata ufficialmente confermata solo da poco: il co-fondatore di WhatsApp, Jan Koum, ha deciso di lasciare Facebook e, di conseguenza, il suo ruolo come CEO nella società di messaggistica che aveva fondato nel 2009. WhatsApp, creata insieme a Brian Acton, era stata venduta a Facebook nel febbraio 2014 per 19 miliardi di dollari.

Koum non ha motivato la sua decisione di lasciare l’azienda, ribadendo solo la stima per il team con cui ha lavorato finora e per la sua “creatura”, per la quale continuerà a tifare dall’esterno. Tra le attività cui si dedicherà ci sono sia lo sport, in particolare con ultimate frisbee, che le sue passioni, tra le quali la “collezione di rare Porsche raffreddate ad aria”.

Secondo le indiscrezioni riportate dal Washington Post, tra le motivazioni che avrebbero spinto Kuom ad abbandonare il suo importante ruolo all’interno della società (era uno dei tre dirigenti Facebook a far part del consiglio di amministrazione) ci sarebbero divergenze di vedute con il resto della società in merito a questioni legate alla privacy degli utenti.

Nel post in cui il team di WhatsApp annunciava la vendita a Facebook (e in un post di chiarimenti successivo), Koum e Acton comunicavano che l’app avrebbe continuato ad operare in maniera indipendente da Facebook, non ci sarebbe stata alcuna collaborazione tra le due aziende e la privacy degli utenti sarebbe rimasta uno dei punti focali di WhatsApp. Nel novembre dello stesso anno, effettivamente WhatsApp introdusse la crittografia end-to-end, che assicura che le conversazioni tra gli utenti non possano essere lette da nessun altro, neanche da Facebook/WhatsApp stessa.

Tuttavia, ad agosto 2016, venne introdotta un’importante novità: la condivisione di alcuni dati degli utenti WhatsApp con Facebook: non parliamo ovviamente delle conversazioni (che, come sottolineato, non sono fruibili da terzi), ma di numero di telefono, dispositivo utilizzato e ultimo accesso. Questa decisione causò probabilmente una prima rottura all’interno del team. Acton lasciò infatti Facebook l’anno successivo, avvicinandosi al team di Signal, col cui co-fondatore ha lanciato la Signal Foundation lo scorso febbraio. A marzo 2018, in seguito agli scandali di Cambridge Analytica, Acton ha fatto parlare di sé per un tweet in cui suggeriva al mondo di cancellare il proprio profilo Facebook.

Sempre il Whasington Post sostiene che sulla decisione di Koum possa aver influito anche il lancio di WhatsApp Business, per le cui funzioni WhatsApp potrebbe diminuire il livello di criptazione delle chat con le aziende; ma anche questa rimane un’ipotesi non corroborata dai fatti.

In ogni caso, l’unica dichiarazione ufficiale è quella che lo stesso Kuom ha pubblicato su Facebook, che potete trovare qui sotto. Notate anche il commento di Mark Zuckerberg, che cita proprio il discorso della crittografia, rassicurando Koum e gli utenti che “il potere” sarà sempre in mano loro.

Foto via Getty Images

  • DaniloG

    in tutta sincerità penso che Acton abbia ragione