Le cuffiette traduttore per parlare in italiano e farsi capire in 14 lingue (anteprima foto e video)

Cosimo Alfredo Pina

Tra i tanti presenti al MWC 2018 c’è anche Waverly Labs, azienda dietro alle cuffiette Pilot che all’apparenza sembrano normali auricolari totalmente wireless, in stile AirPods o Gear IconX, ma che in verità nascondono una feature davvero interessante.

Infatti le potete ovviamente usare per ascoltare musica e rispondere alle chiamate, oppure per conversare in una lingua a voi sconosciuta. Grazie all’integrazione con l’app di Waverly Labs queste Pilot permettono infatti di usufruire di una traduzione pressoché istantanea con il supporto a 15 lingue, italiano incluso.

La funzione più interessante è quella che permette infatti all’indossatore di passare una delle due cuffiette ad un interlocutore per intrattenere conversazioni grazie alla traduzione. Molto interessante perché le lingue supportate saranno già 15:

  • inglese
  • francese
  • italiano
  • portoghese
  • spagnolo
  • arabo
  • greco
  • coreano
  • cinese
  • hindi
  • polacco
  • turco
  • tedesco
  • giapponese
  • russo

Un’idea non totalmente inedita ma implementata in maniera interessante e dal costo relativamente contenuto, se rapporto al prezzo degli auricolari di questo tipo già in commercio. Le potete già preordinare sul sito dell’azienda ad un prezzo di 249$, a cui dovete togliere lo sconto del 15%.

Se volete dargli un’occhiata (virtuale) più da vicino non perdetevi la nostra anteprima qua sotto.

  • Riccardo Renzetti

    Traduttore universale di Star Trek, sei tu????

  • Gar nnet

    Ma funzionano decentemente o il poveraccio straniero si ritrova una traduzione “ad cazzum” come quelle di Google Traduttore?

  • MaDaPi

    Vabbè ma chi si mette la cuffia “in ear” usata da qualcuno? Penso che per avere successo debbano pensare delle cuffie meno invasive e più “igieniche”

  • Vaulenst

    Peccato che l’interlocutore sia costretto ad installare sul suo smartphone l’applicazione, e poi associare l’auricolare al suo smartphone.
    Sarebbe stato piu’ intelligente gestire tutto dall’unica applicazione sul proprio smartphone.