Le Storie sono arrivate anche su Google (sì, avete capito bene!) (foto e video)

Giuseppe Tripodi Il nuovo formato di AMP prende a piene mani da Snapchat e Instagram

AMP, ossia Accelerated Mobile Pages, è un progetto di Gogole il cui nome è abbastanza auto-esplicativo: pagine web per smartpone che caricano più velocemente del normale. Se vi è capitato di cercare qualcosa da mobile, cliccare su uno dei primi risultati (con il logo della saetta) e notare che la pagina appariva istantaneamente, ecco quelle erano Accelerated Mobile Pages. Ma alla sua AMP Conf 2018, che si terrà oggi e domani ad Amsterdam, Google ha resentato un formato completamente nuovo: le AMP Story.

Come suggerisce il nome stesso, questo nuovo formato si ispira chiaramente alle Storie che abbiamo conosciuto su Snapchat e Instagram e permette agli editori di creare contenuti esteticamente accattivanti con immagini, video e animazioni che arricchiscono il semplice testo.

Il risultato è un nuovo formato che mescola il classico articolo di giornale con una gran quantità di contenuti multimediali, che rendono la fruizione di notizie molto più invitante pur mantenendo l’elevata velocità di caricamento a cui le pagine AMP ci hanno abituato.

La modalità di navigaizone è esattamente la stessa delle Storie di Snapchat e Instagram: un clic a destra avanza scheda, uno a sinistra torna indietro e in alto è presente un indice (rappresentato da piccoli segmenti bianchi) che mostra a che punto della Storia vi trovate.

Attualmene il formato è ancora in fase sperimentale e non sono disponibili tool che permettano ai siti web di pubblicare AMP Story: le uniche disponibili, che potete già vedere, sono quelle pubblicate dai parnert scelti da Google per questa prima fase: CNN, Conde Nast (Wired), Hearst (Cosmopolitan), Mashable, Meredith, Mic, Vox Media e The Washington Post.

Per vedere come funzionano le AMP Story, potete dare un’occhiata alla pagina del progetto, dare un’occhiata alle immagini e al video in fondo o aprire il sito g.co/ampstories da Google Chrome su smartphone, cercare uno dei suddetti parnert e dare un’occhiata alla sezione Visual Stories.

Non è ancora ben chiaro come Google integrerà queste storie nel suo motore di ricerca, né quando e come gli editori potranno utilizzare il nuovo formato: da quel che abbiamo potuto vedere finora, per realizzare una AMP Story sarà necessario partire da zero e non semplicemente adattare un contenuto in forma testuale con foto o video. Insomma, potrebbe volerci un po’ prima che queste Storie prendano piede, ma il risultato sembra davvero notevole.