L’AGCM indaga su Apple e Samsung per obsolescenza programmata

Nicola Ligas -

L’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato dei procedimenti nei confronti di Apple e Samsung per stabilire se le due aziende abbiano volutamente rallentato i propri modelli tramite aggiornamenti software, per spingere i consumatori ad acquistare i dispositivi più nuovi (obsolescenza programmata).

I due distinti procedimenti per pratiche commerciali scorrette sono stati avviati anche in seguito alla segnalazioni dei consumatori, sull’onda probabilmente del “batterygate” di Apple. Ciò che viene contestato alle due aziende è anche di non aver indicato chiaramente a cosa sarebbero andati incontro gli utenti installando certi aggiornamenti né se e come sarebbe stato possibile “mantenere un adeguato livello di prestazioni di tali dispositivi”.

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Le indagini sono appena state avviate e l’esito è quindi ancora tutto da stabilire. Da una parte Apple ha già ammesso di aver volutamente rallentato alcuni vecchi modelli per preservarne l’autonomia, affermando però di non averlo fatto per spingere gli utenti verso i nuovi iPhone. Vedremo cosa ne dirà in merito l’AGCM e cosa dimostreranno le medesime indagini nei confronti di Samsung.

Aggiornamento

Samsung (via: Nikkei) ha risposto di non aggiornare i propri dispositivi per ridurne le performance e che collaborerà in pieno con le indagini dell’AGCM per chiarire i fatti.

Samsung does not provide the software updates to reduce the product performance over the life cycle of the device. We will fully cooperate with Italian Authority for Market and Competition’s investigation in Italy to clarify the facts.

AVVIATI PROCEDIMENTI NEI CONFRONTI DI SAMSUNG E APPLE  PER AGGIORNAMENTI SOFTWARE DEGLI SMARTPHONE

Ad esito di segnalazioni di consumatori e di un’attività preistruttoria svolta d’ufficio, l’Autorità ha deciso di avviare due distinti procedimenti per pratiche commerciali scorrette nei confronti delle società del gruppo Samsung e del gruppo Apple operanti in Italia.

In particolare, i professionisti avrebbero posto in essere una generale politica commerciale volta a sfruttare le carenze di alcuni componenti per ridurre nel tempo le prestazioni dei propri prodotti e indurre i consumatori ad acquistare nuove versioni degli stessi; sarebbero stati, altresì, proposti ai clienti aggiornamenti software dei propri telefoni cellulari senza segnalare le possibili conseguenze dello stesso aggiornamento e senza fornire sufficienti informazioni per mantenere un adeguato livello di prestazioni di tali dispositivi, promossi ed acquistati per le loro specifiche ed elevate caratteristiche tecnologiche.

Tali comportamenti potrebbero risultare in violazione degli articoli 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo.

L’Autorità ha a tal fine effettuato accertamenti ispettivi presso le sedi dei professionisti, per i quali si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, assistito per i profili tecnici delle operazioni dai militari del Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche dello stesso Corpo.

Fonte: AGCM
  • Ryder_173

    Però l’obsolescenza programmata esiste eccome e delle volte è evidente