Un nuovo polimero potrebbe cancellare l’incubo dei display rotti

Giuseppe Tripodi Un materiale scoperto per caso potrebbe diventare il futuro degli schermi

Insieme alle batterie, gli schermi sono uno dei componenti su cui l’industria tecnologica ha ampi margini di miglioramento: non fraintendeteci, ovviamente i nuovi display degli ultimi top di gamma sono davvero spettacolari, ma hanno il grave difetto di essere ancora molto fragili.

Tuttavia, l’incubo degli schermi frantumati potrebbe finire presto, grazie ad un nuovo polimero scoperto in Giappone: il team di ricercatori guidato dal professor Takuzo Aida dell’Università di Tokyo, infatti, ha pubblicato su Science i risultati di uno studio su un materiale che potrebbe sostituire il vetro nei nostri futuri dispositivi.

Il polimero in questione è stato chiamato polyether-thioureas e spicca per la sua capacità di ripararsi automaticamente con una semplice pressione delle mani, alla temperatura di soli 21° Celsius. Quest’ultimo fattore è particolarmente importante: per riparare altri materiali simili, infatti, è necessario raggiungere alte temperature (come 120° Celsius), al fine di permettere che i due lembi spezzati si ricongiungano; in questo caso, invece, basta una semplice pressione a temperatura ambiente (o poco più).

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Come racconta il Guardian, questo polimero che ricorda il vetro è stato scoperto “per caso” da uno studente, Yu Yanagisawa, che in un primo momento pensava di utilizzare il materiale come colla. In ogni caso, come sempre non vogliamo farvi cadere in facili illusioni: questa scoperta non implica che il vostro prossimo smartphone sarà a prova di urti, ma è sicuramente un passo avanti nel campo della ricerca, per il quale vale la pena nutrire qualche speranza.

Via: EngadgetFonte: Science