Apple vuole eliminare tutte le app realizzate con un template, ma forse non è una grande idea

Giuseppe Tripodi

Dopo il WWDC di giugno, Apple aveva rilasciato le nuove linee guida per l’App Store che, tra le altre novità, includono una nuova regola che prevede a rimozione di tutte le app create con “template commerciali o servizi di generazione per app” (“commercialized template or app generation service”). Lo scopo era di dare una ripulita allo Store, al fine di rimuovere app clone e software di “spam”, ma sembra che la situazione sia un po’ sfuggita di mano.

Come riportato da TechCrunch, infatti, ad aver ricevuto la mail relativa alla rimozione (che invita a rivedere l’app entro il 1 gennaio 2018) ci sono un gran numero di applicazioni lecite, legate soprattutto a piccoli negozi o altri esercizi commerciali che non hanno gli strumenti (o i fondi) per sviluppare un’app nativa e che in passato si sono rivolti a società che utilizzano framework e librerie del genere, che spesso permettono di ottenere facilmente e contemporaneamente app per Android e iOS.

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Come precisato dal CEO di AppMakr, uno dei tool coinvolti dal ban:

Hanno eliminato un’intera industria: non solo tool Do It Yourself come AppMakr, ma anche suite di sviluppo come Titanium.

Chi ha familiarità con lo sviluppo multipiattaforma conoscerà bene l’importanza di strumenti come Titanium, su cui sono basate moltissime app.

Negli USA la questione è diventata così importante che ha persino attirato l’attenzione di un parlamentare, Ted W. Lieu, che ha chiesto ad Apple di rivedere i ptuni 4.2.6 e 4.3 delle sue linee guide (quelli che riguardano appunto le limitazioni sui template).

Purtroppo, al momento Apple non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito, ma non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità.

Via: TechCrunch