Il nuovo DAC USB-C di Qualcomm farà la gioia degli audiofili orfani del jack cuffie

Vezio Ceniccola

L’estinzione di massa del jack audio da 3,5 mm su smartphone e tablet sta diventando ormai un evento che non fa più notizia, tant’è che spesso ci troviamo a sottolineare i prodotti che ancora ne fanno uso. Per gli amanti del suono di qualità non tutto è perduto, però, visto che in molti stanno provando a risolvere il problema con nuove tecnologie dedicate, ed anche Qualcomm è tra questi.

A margine della conferenza di presentazione del nuovissimo Snapdragon 845, il chipmaker americano ha mostrato un nuovo DAC USB-C esterno per dispositivi mobili, in grado di garantire migliori prestazioni sonore anche per gli smartphone che non hanno più il classico ingresso per le cuffie.

Il nuovo Qualcomm AQT1000 è, infatti, un digital to analog converter (DAC) per palati sopraffini. Collegandolo tramite USB-C allo smartphone, è possibile utilizzare un ingresso per jack da 3,5 mm con supporto per contenuti fino a 384 kHz e 32-bit. La scheda tecnica cita anche un range dinamico di 123 dB, un THD+N di -105 dB, il supporto nativo Direct Stream Digital (DND) e la tecnologia ottimizzata per un basso impatto energetico durante la riproduzione.

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Al di là di sigle e numeri, ciò significa che l’audio riprodotto avrà una fedeltà e una qualità eccezionali, per la gioia delle orecchie degli ascoltatori.

Il nuovo DAC di Qualcomm arriverà sul mercato solo nel 2018 e, molto probabilmente, sarà integrato in altri prodotti di terze parti. Se siete audiofili e avete un dispositivo sprovvisto di jack, questa potrebbe essere una delle soluzioni in grado di salvarvi la vita.

  • eric

    ….un altro pezzo da collegare……NO GRAZIE! …. preferisco tutto interno con jack per cuffie

    • boosook

      beh, potra’ anche essere integrato direttamente nei prodotti di terze parti, quindi cuffie usb-c con dac di qualita’ incluso. Che lo vogliamo o no, il futuro sara’ questo… gli adattatori serviranno solo nel periodo di transizione.

      • Fafner

        Audeze offre già un’implementazione del genere per le sue iSine 10, iSine 20 e LCDi4, purtroppo però al momento solo per dispositivi Apple.

      • Karellen

        L’articolo non riporta la foto del prodotto in se, guardalo, non mi sembra tanto facile da integrare su delle cuffie in ear… Aggiungerei anche che ridi e scherza questo aggeggio costerà almeno 200€. Integrarlo in un paio di cuffie vale la pena solo su modelli da 500-600 € o più, e magari tra 5 anni c’è una codifica diversa e le butti via… https://uploads.disquscdn.com/images/beafdd0e6447f0b52cffbd3b35f054c36e9cb1fc24dd53dd11263db15b491806.jpg

  • Psyco98

    Ehm… No. Il punto è proprio che senza jack manca di praticità comunque la vogliamo vedere.
    È comunque una domanda veloce: come si supporrebbe che carichi il telefono usando quel dac USB?

    • boosook

      con un altro adattatore che ti sdoppi la porta usb-c! 😀 ma io sono pronto a scommettere che a breve inizieremo a vedere telefoni con doppia usb-c.

      • Tungstein

        Ecco, vista così, quindi avere una doppia USB-C, una per la ricarica, e l’altra per audio ed eventualmente altri accessori sinceramente mi farebbe superare senza problemi l’assenza del jack. Ma se la motivazione a monte dell’eliminazione del jack è quella di far posto agli altri componenti, con due USB-C saremmo al punto di partenza, non trovi?

      • Psyco98

        Ed io questo lo accetterei anche, in caso le cuffie type-C si diffondano capillarmente e con stessi prezzi a pari qualità delle cuffie jack. In quel caso sarebbe evoluzione tecnologica e praticità, così sono adattatori e limitazioni…

    • Karellen

      E la praticità di avere un mattoncino attaccato al telefono? Che poi lo usi con un cavetto type-c corto, che così a tenerlo in tasca con il telefono strisci entrambi, o con un cavo lungo, che così ti avanza un metro di cavo delle cuffie che non sai dove mettere? Ed hai comunque un peso sul petto che tende a far scivolare le cuffie fuori dall’orecchio, e che mentre cammini senti pestare sul petto (il suono si propaga come succede tra due barattoli uniti da un filo)… Per non parlare del fatto che tende a scaricarti la batteria prima…

      • Psyco98

        Viva le cose pratiche e viva Qualcomm che ha capito tutto della praticità!

  • Non è la quantità di bit e/o di kilohertz a fare di un DAC un oggetto per audiofili, ma la qualità del suono che ne esce fuori.
    Può avere quanti bit e khz vuole, ma se le prende da un beresford (un nome a caso) vale nulla.

    • Karellen

      Esattamente, ed aggiungerei che in campo audio le cose si scelgono in base al tipo di suono che riproducono: magari ad uno piace un suono di tipo clinico, incentrato sulla pulizia degli alti, di sicuro non si prende un dac/amp che enfatizza i bassi. Un po’ come i vestiti, va bene che abbiano una bella linea, buone stoffe e manifattura, ma se sono di un colore che non ti piace cosa te ne fai?

      • Per tacere del fatto che di dac usb, anche “da tasca”, è pieno il mondo (per tacere degli ampli/dac), e di nomi più conosciuti in campo audio rispetto a Qualcomm.

  • eema

    Il discorso qualità non ha senso.. un DAC esterno può offrire una qualità decisamente superiore di quelli interni per smartphone che sono quasi sempre a risparmio..
    Non é che rinunciare al jack vuol dire rinunciare alla qualità..anzi..

    • Karellen

      Si e no, in primis rinunciare al jack significa rinunciare alla praticità, e se uno pensa di ottenere la qualità di uno smartphone liscio decente, tipo un htc 10, con un adattatore da meno di 150 €, rinuncia anche alla qualità. C’è comunque da dire che avere il jack non esclude il poter usare un aggeggio tipo questo per avere più qualità quando serve, già dai tempi del note 4 ne avevo uno simile (alla fine usato pochissimo e quasi sempre a casa per la scomodità).