Dimenticatevi dei vecchi assegni, arriva Plick: nuovo metodo di pagamento digitale, sicuro e tracciabile

Edoardo Carlo Ceretti Creato dalla startup italiana PayDo per il circuito europeo SEPA.

In un mondo sempre più digitale, è curioso che proprio il denaro – ovvero lo strumento su cui si fondano tutti gli scambi economici e commerciali – sia ancora legato ad oggetti che più analogici non si può, come i contanti e gli assegni. Se il denaro contante sta subendo la sempre più agguerrita concorrenza di metodi più evoluti – come le carte di credito o tramite sistemi che sfruttano l’NFC dei dispositivi smart – lo stesso non si può dire per l’assegno, uno strumento non soltanto datato nel concetto, ma anche inefficiente e poco sicuro.

La startup italiana PayDo ha da poco manifestato la volontà di relegarlo a pezzo da museo, annunciando il suo successore spirituale (e, ovviamente, digitale): Plick. Si tratta di un innovativo metodo di pagamento, che consente di inviare denaro in mobilità in modo semplice, ma anche sicuro e tracciabile, senza che sia necessario conoscere il codice IBAN del destinatario.

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Pensato per il circuito delle banche europee SEPA, Plick unisce i vantaggi dei metodi di pagamenti più veloci e sicuri che già conosciamo, a quelli del vecchio assegno, ossia la possibilità di inviare somme di denaro anche ingenti. Sarà possibile inviare un pagamento irrevocabile, sicuro e tracciabile servendosi semplicemente del proprio smartphone, tramite il numero di cellulare o indirizzo email.

Un altro aspetto che dimostra la semplicità di fondo a cui sono voluti arrivare i ragazzi di PayDo è il fatto che non sarà necessaria alcuna registrazione al servizio da parte degli utenti finali, ma sarà compito delle banche aderire allo standard Plick. Gli utenti pagatori o destinatari dei pagamenti tramite Plick potranno gestirli tramite i già familiari servizi internet banking, in cui il nuovo metodo verrà integrato. In particolare, per incassare un pagamento sarà sufficiente inserire il proprio codice IBAN legato al conto corrente. Caro vecchio assegno, è arrivata l’ora del pensionamento.

Via: Corriere Comunicazioni