Gli italiani non temono lo smartphone: il 74% gestisce il denaro da mobile

Giuseppe Tripodi Si tratta della percentuale più elevata nei paesi dell'Europa Occidentale

Secondo il Digital payment study realizzato da Visa, gli italiani se la cavano piuttosto bene con la gestione del denaro da smartphone: secondo quanto riferito, infatti, in Italia più di 7 utenti su 10 (il 74%) utilizzano il proprio dispositivo mobile per operazioni come mobile banking, acquisti su siti di e-commerce o pagamenti. Si tratta di una percentuale estremamente elevata, che nel complesso è addirittura la più alta tra tutti i paesi dell’Europa Occidentale esaminati.

Parlando delle abitudini dei cittadini dell’UE, il 62% ritiene “naturale” eseguire operazioni di mobile banking, mentre per il nostro paese la percentuale scende al 57% e solo il 37% ne fa un uso quotidiano.

In ogni caso, per tutte le operazioni da mobile legate alla gestione del denaro, fanno da apripista i millennial: in Europa, i giovani tra i 18 e 34 anni che eseguono operazioni bancarie o trasferimento di denaro online sono l’86%; i dati relativi all’Italia sono solo leggermente più in bassi, pari all’82%.

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Tuttavia, è evidente che in Italia il trend sia positivo: nel nostro Bel Paese, il 65% degli utenti si sente sicuro nell’eseguire pagamenti mobili, contro il 61% degli utenti per la media europea. E, sempre in confronto con il resto dei cittadini UE, gli italiani sono molto più propensi ad eseguire pagamenti da smartphone: secondo il report Visa, infatti, ben l’81% degli utenti italiani ha utilizzato almeno una volta un servizio di pagamento online, contro una media europea del 68%.

Infine, parlando di preoccupazioni, il 46% degli italiani nutre timori legati alla privacy mentre il 53% ha qualche dubbio sulla sicurezza; in ogni caso, si tratta di due valori in calo rispetto al passato, che probabilmente vanno di pari passo con la maggior fiducia nei sistemi di autenticazione biometrica: in Italia, infatti, l’85% degli utenti dice di fidarsi di lettore di impronte digitali e simili.

Via: CorriereComunicazioni