Sarahah raccoglieva informazioni sui contatti degli utenti: ecco quali e perché

Vezio Ceniccola

L’ormai noto servizio Sarahah è diventato in brevissimo tempo una specie di “gioco dell’estate”, attirando a sé milioni e milioni di utenti, ma quello che ha scoperto il ricercatore Zachary Julian potrebbe non piacere a molti dei suoi utilizzatori. L’analista della Bishop Fox si è accorto che l’app raccoglie i contatti e-mail e i numeri in rubrica presenti all’interno dei dispositivi sui quali è installata, e tutto questo senza un permesso esplicito dell’utente.

Sebbene tale comportamento possa apparire sospetto, gli sviluppatori hanno dato una spiegazione tramite l’account Twitter del servizio. A quanto pare, all’inizio dello sviluppo la procedura per collezionare le informazioni sui contatti era stata integrata nell’app per poter meglio collegare gli utenti con persone che realmente potevano conoscere, in modo da offrire dei feedback migliori.

Successivamente, però, la procedura di collegamento tra utenti è stata abbandonata a causa di difficoltà tecniche, ma il dipendente incaricato del suo sviluppo non lavorava più per l’azienda, dunque nessuno si è ricordato di eliminare anche la funzione di raccolta dei dati sui contatti.

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Una semplice “dimenticanza”, dunque, e non una procedura volontaria per “rubare” informazioni dell’utente. Il team di Sarahah ha dichiarato che i dati raccolti non sono stati salvati né utilizzati dall’azienda, anche se questo rimane difficile da verificare.

Certamente questa vicenda mette di nuovo all’attenzione di tutti l’importanza del rispetto della privacy degli utenti, ma pone anche un serio interrogativo sulla capacità degli stessi di difendersi da alcune app o servizi in grado di “rubare” in maniera più o meno esplicita i dati sensibili contenuti su smartphone e tablet.

Via: Neowin