Altro che filtri: Prisma vuole vendere Intelligenza Artificiale alle altre aziende

Giuseppe Tripodi La società continuerà a supportare l'app fotografica, ma punterà al settore business

Nonostante non se ne senta più parlare da un po’, siamo certi vi ricorderete di  Prisma, l’applicazione che la scorsa estate ha conquistato il cuore degli utenti trasformando le loro foto in piccole opere d’arte. La “magia” è possibile tramite l’intelligenza artificiale e, più in particolare, tramite algoritmi basati sul deep learnin che permettono al software di studiare le linee degli scatti e applicare stili pittorici.

Insomma, dietro i processi di Prisma c’è molto di più di semplici filtri fotografici: proprio per questo motivo, la società russa, che per lungo tempo non ha avuto chiare strategie di monetizzazione, ha deciso di puntare al settore business.

Come riferito da Alexey Moiseenkov, CEO e co-fondatore di Prisma, a The Verge, lo scopo è aiutare altre aziende a implementare il machine vision nelle loro app, fornendo appositi strumenti per l’elaborazione delle immagini.

Per farlo, Prisma ha lanciato un nuovo sito, prismalabs.ai, in cui promuove le proprie API e SDK, che offrono soluzioni per il trasferimento di stile (ossia proprio quel che avviene con le foto elaborate da Prisma), segmentazione delle immagini, riconoscimento degli oggetti, riconoscimento delle scene e identificazione dei volti.

Tutte operazioni in cui il team si è ormai specializzato e che, adesso, verranno vendute ad altre società sotto forma di servizi.

Nonostante questo, Prisma continuerà a supportare la sua storica app, che viene utilizzata attivamente da 5-10 milioni di utenti ogni mese e che ha recentemente iniziato a vendere filtri sponsorizzati, che contribuiranno agli introiti dell’azienda. Inoltre, di recente la società ha lanciato anche Sticky, un nuovo software per trasformare i propri selfie in sticker.

Fonte: TheVerge