Il nuovo ISP Qualcomm Spectra promette grandi cose per la Realtà Aumentata

Giuseppe Tripodi -

Non c’è dubbio che le fotocamere siano una delle componenti su cui le aziende stanno investendo di più e, sotto un certo punto di vista, la principale sfida del mercato mobile si gioca proprio nel comparto multimediale (considerando anche le potenzialità della realtà aumentata). Ma, ancor più che su sensori e lenti, le società si concentrano a migliorare gli Image Signal Processor (ISP), che rappresentano una componente fondamentale del comparto fotografico.

A tal proposito, sono davvero interessanti le novità presentate da Qualcomm insieme al nuovo ISP Spectra di seconda generazione: parliamo di riconoscimento dell’iride e computer vision, in forma passiva e attiva. Ma andiamo con ordine.

Come accennato, la prima delle novità è il supporto all’autenticazione biometrica tramite riconoscimento dell’iride: con Galaxy S8 e iPhone 8 come apripista, è evidente che questa tecnologia diventerà uno dei principali metodi di autenticazione su mobile, affiancandosi al lettore di impronte digitali.

Ma ancor più interessanti sono gli sviluppi nell’ambito della computer vision.

Per spiegare di cosa parliamo, partiamo da Wikipedia:

La visione artificiale (nota anche come computer vision) è l’insieme dei processi che mirano a creare un modello approssimato del mondo reale (3D) partendo da immagini bidimensionali (2D). Lo scopo principale della visione artificiale è quello di riprodurre la vista umana. Vedere è inteso non solo come l’acquisizione di una fotografia bidimensionale di un’area ma soprattutto come l’interpretazione del contenuto di quell’area.

Lo scopo della visione artificiale, quindi, è ricostruire delle immagini tridimensionali che rappresentino la realtà. Inutile precisare che ottenere una mappa tridimensionale dell’ambiente circostante è fondamentale per la realtà aumentata, come ci ha insegnato Project Tango prima e Apple ARKit poi.

Con il nuovo ISP Spectra, si potrà ottenere una visione artificiale in modo passivo o attivo. Il primo dei due approcci prevede l’utilizzo di due fotocamere (che sono ormai quasi uno standard, anche per i medio gamma) e dei sensori di cui ormai tutti i dispositivi sono dotati, come accelerometro, bussola e così via. Grazie a questa accoppiata, qualsiasi dispositivo sarà in grado di ottenere una discreta visione artificiale, senza la necessità di nuovi e costosi componenti.

Ma, come sempre, le più grandi novità saranno visibili sui dispositivi di fascia alta, che potranno permettersi una nuova dotazione hardware: una fotocamera (da 16 o 20 megapixel), un illuminatore a infrarossi e una fotocamera a infrarossi.

L’utilizzo degli infrarossi, infatti, rappresenta il futuro per la computer vision: stando a quanto riferito da Engadget, grazie a questo sistema le fotocamere che vedremo sui top di gamma del 2018 saranno in grado di mappare più di 10.000 punti di profondità, percependo le differenze di profondità fino a 0,125 mm per ogni punto. Il risultato è davvero impressionante e potete già ammirarlo dando un’occhiata al video in fondo, dove il tablet di test riesce a ricostruire un modello 3D delle mani del pianista.

Oltre alle ricostruzione dei modelli tridimensionali (che, ovviamente, possono includere anche i volti), questo sistema permetterà anche di migliorare la stabilizzazione elettronica dell’immagine (EIS) e garantirà ottimi effetti bokeh.

Insomma, anche se a piccoli passi, la tecnologia mobile continua ad evolvere e sembra proprio che i top di gamma del 2018 avranno ancora un occhio di riguardo per il comparto multimediale.

Via: XDAFonte: Qualcomm
  • Luigiantonio Calò

    correggete il titolo… ISP non IPS…