Sarahah, cos’è e come funziona l’app virale del momento (foto)

Emanuele Cisotti

Sarahah non è una novità in senso assoluto e anzi è in circolazione già dal 2016 sotto forma di solo sito web. Se ne avete sentito parlare però è sicuramente successo nelle ultime settimane dove il servizio è diventato popolare anche nel nostro paese con un boom particolare in questi ultimi giorni. Si tratta di un servizio nato in Arabia Saudita, diventato famoso in Egitto e adesso (grazie anche alla traduzione in inglese) popolare in tutto il mondo, Italia compresa.

Come per molti servizi di questo tipo lo sprint più grande lo ha fornito la disponibilità dell’App di Sarahah che permette di accedere al servizio dal proprio smartphone e di ricevere notifiche. Ma cos’è di preciso Sarahah e come funziona?

Non è un vero social network ma si basa comunque sui rapporti social, riprendendo e modificando un’idea non certo nuova e già utilizzata da servizi molto popolari come Ask.Fm: ovvero l’anonimato. Chiunque vorrà crearsi un account su Sarahah potrà rilasciare un indirizzo pubblico (per esempio il mio è cis0.Sarahah.com) e condividerlo con amici e conoscenti per ottenere dei commenti anonimi su di sé. La persona che aprirà il link, anche senza registrasi, potrà quindi lasciare un commento anonimo sull’altra persona facendogli critiche o complimenti che altrimenti probabilmente non avrebbe il coraggio di fare.

Era un servizio nato per valutare anonimamente i colleghi di lavoro (e così viene ancora pubblicizzato) ma è diventato popolare fra i più giovani, dove sicuramente avere un giudizio dai propri coetanei è molto importante, con tutte le implicazioni (che non staremo qui a discutere) che questo può avere.

Essendo un servizio anonimo non sarà possibile sapere chi ha scritto il messaggio ne tantomeno rispondergli. Potrete solo salvare alcuni messaggi fra i preferiti o tenere traccia dei messaggi inviati nel caso aveste inviato messaggi da loggati. Nell’app si scorge poi un tab che sembra indicare che presto sarà possibile leggere (sempre in forma anonima) messaggi inviati tra altre persone, oppure forse messaggi anonimi pubblici globali.

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  • Andrea Paolillo

    Ottima app per diffondere il cyberbullismo, non a caso va di moda tra i giovani, e voi gli fate pure pubblicità. Complimenti.

    • Lonza

      effettivamente la cosa del cyberbullismo è la prima che mi è venuta in mente.
      Ad ogni modo ciò non implica che bisogna censurala o non parlarne

      • andrea paolillo

        Quanto meno non enfatizzare la cosa con parole tipo “virale” e mettendo la foto di una bella e giovane ragazza stupefatto e felice davanti allo smartphone. Si chiama marketing questo, non informazione.

        • Virale mica vuol dire spettacolare. È un dato di fatto, si sta diffondendo in modo estramemente rapido.

          • andrea paolillo

            La foto della tipa mi sembra abbastanza stupefatta e virale è un termine “trendy” che ha presa sui giovani. Marketing questo sconosciuto.

        • Jackie

          Beh, virale lo è non ha detto alcuna bugia

          • andrea paolillo

            Leggere e non capire quello che si sta leggendo e commentare di conseguenza

          • Jackie

            che si diffonde in modo rapido e capillare
            (definizione treccani),
            poi pensa come vuoi

          • andrea paolillo

            Ecco, appunto come dicevo sopra

    • Nessuno la pubblicizza. I giovani sanno benissimo cos’è quest’app. Sono quelli sopra una certa età che aprono per scoprire cos’è Sarahah. Qui non si fa nessuna pubblicità, ma si spiega solo cos’è e a cosa serve.
      Non parlarne vorrebbe dire mettersi le fette di prosciutto sugli occhi e non aiutare ad informare.

      • andrea paolillo

        Impostata così mi sembra abbastanza pubblicitario. Certi argomenti andrebbero trattati con più cautela e attenzione,tutto qua.

      • Paolo Giulio

        … quelli di una certa età (un saluto dai miei scavallati 40 anni) non gliene fotte una emerita cippa di questa app e vivevano benissimo senza “spiegazione tecnica”… al massimo me la faceva mio nipote poco prima di prendersi 2 sonori ceffoni ed il sequestro del cellulare per x settimane…
        L'”aiuto ad informare” in un sito di tecnologia dovrebbe coinvolgere ALTRO che non il TREND MODAIOLO del momento… i mean, puoi anche farci un articolo perchè effettivamente è un topic attuale, ma PLEASE non spacciarlo per AIUTO o INFORMAZIONE di servizio proprio perchè “non abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi” (cit) … il rumore di scivolamento sugli specchi è assordante… prenditi i click sull’articolo, facciamoci 4 risate sull’ennesima app da 1mb3cilli decerebrati e via… GRAZIE

        • Non ho mai detto che fosse un aiuto questo articolo, ma che sia informativo sì. Se poi non ti interessa ok. È sempre il solito punto: “non ci interessa” “è una cosa per cretini” “interessa solo ai decerebrati”, poi però si apre l’articolo, lo si commenta e si insulta il lavoro altrui.

          • Paolo Giulio

            1. neghiamo l’evidenza delle risposte già date…

            Non parlarne vorrebbe dire mettersi le fette di prosciutto sugli occhi e non aiutare ad informare.

            2. nessuno insulta il “lavoro” altrui, ma solo il modo di porre gli articoli su questioni potenzialmente MOLTO delicate…
            Se ci arrivi, bene… se no -ripeto- il prosciutto non lo abbiamo NOI utenti (sempre cit tua, a proposito di presunti “insulti”) …

            L’app, seppure nata con fini diversi in ambito LAVORATIVO, si sta diffondendo per il semplice motivo che permette nell’anonimato di fare quello che TUTTI NOI sappiamo benissimo fare dietro una tastiera: bullizzare, scrivere cose “poco carine” (mi sono automoderato), etc…

            Vuoi scriverci un articolo? BENISSIMO…
            Ma allora, da EDITORE DEL SITO, non farne solo UNO SPOT COMMERCIALE spiegando come funziona e, tra l’altro, in qualche modo aumentandone la VIRALITA’ (sempre cit) …
            PROVA a prendere UNA POSIZIONE e a giudicare anche il fenomeno e NON SOLO a segnalarlo… il TUO lavoro “potrebbe” essere anche questo e renderebbe l’articolo DAVVERO più di AIUTO AD INFORMARE (sempre cit)

            Il mio giudizio sull’app (da decerebrati) ne è un esempio; anche se il “problema” chiaramente non è la app in sè, bensì il suo utilizzo che può essere MOLTO DEVIATO (e credo che sappiamo BENISSIMO TUTTI come e perchè venga utilizzato) … ci sarebbe anche da scrivere articoli sul perchè uno dovrebbe iscriversi ad un sito, alla propria tendenza autolesionista a cercare/trovare giudizi o commenti “poco carini”, etc..

            Insomma, MATERIALE per tirarci fuori un articolo INTERESSANTE che non fosse solo uno spot commerciale o giù di lì, ce n’era in abbondanza… qui si sta a CRITICARE (E NON INSULTARE, cosa ben diversa A CASA MIA) le modalità nelle quali si è posta la (delicata) questione di questa app e del suo diffondersi…

            Poi, amen… fate vobis… almeno cerchiamo di imparare che CRITICA =/= INSULTO … grazieeeeeeeee

          • Andrea Paolillo

            Bisogna proprio essere vecchietti come noi per capire certi concetti…… L’esperienza….. Poi la cosa divertente è che rispondono cercando di venderci comunque la loro supercazzola😂😂😂😂. Tu sei stato infinitamente elegante e preciso, un applauso.

          • Paolo Giulio

            Più che altro mi urta che una critica venga scambiata per “insulto” solo perchè -appunto- qualcuno legge il lavoro altrui e pone delle questioni che PERSONALMENTE non trovo secondarie…
            L’app in questione è di moda e va bene darne notizia, ma questo non esula dal porre l’attenzione su certe tematiche che sappiamo tutti essere altrettanto d’attualità e delicate.
            Io mi sono permesso di leggere l’articolo e, preso spunto dal tuo intervento, CRITICARE la modalità leggera e “commerciale” del come si è posta la questione… non mi sembrava un delitto capitale… poi, boh… sono “ospite” e accetto tutto… ma almeno non mi si dica che abbia insultato qualcuno quando -ribadisco- la mia era “solo” una critica.

          • L’insulto era relativo al fatto che mi si dica che mi sto arrampicando sugli specchi, quando sto rispondendo civilmente.
            Le critiche invece sono totalmente ben accette.

          • andrea paolillo

            Succede sempre così. Un parere diventa automaticamente insulti.

          • Mi scuso perché effettivamente “aiutare” non è corretto, come invece lo è “informare”.
            Buona serata.

          • Paolo Giulio

            A parte mettere il broncio come mio nipote 🙂 , la questione dell'”aiuto” citato o meno è secondaria…
            Quello che mi preme è che SPERO sia chiaro che nessuno ha INSULTATO nè TE nè il tuo lavoro, ma ci si è permessi solo di criticare la “leggerezza” con la quale l’informazione è stata data a mò di spot commerciale, al netto dell’assoluta carenza di una qualsivoglia “personalizzazione” e/o giudizio su un qualcosa che va direttamente nella sfera del cyberbullismo & co (perchè, spero sia chiaro, è OVVIO che l’utilizzo di questa app va in questa direzione) …
            Si voleva essere costruttivi e ASSOLUTAMENTE non infangare il lavoro di nessuno… se la cosa non avesse avuto alcuna importanza, tranquillo che nè io nè l’utente Paolillo saremmo mai intervenuti.
            Senza rancore… 😉

          • Certo, assolutamente. Allo stesso modo però (per come è scritto il nostro articolo) non riesco a pensare che abbia fatto alcun danno e che invece possa aver aiutato qualche genitore a capirne di più sullo strumento che utilizzano i loro figli.

          • Paolo Giulio

            Bah, pensa che io l’avrei titolato ed impostato ben diversamente:
            “Sarahah, la nuova frontiera del cyberbullismo anonimo”
            spiegando come nasce, come INVECE viene utilizzato, l’anonimato che garantisce e -se si vuole fare un servizio ai genitori- consigliando loro di stare ben attenti se i propri figli si sono iscritti e/o hanno scaricato l’app (il cyberbullismo viaggia su due binari: attivo e passivo, chi lo fa e chi lo subisce) …
            Chiaramente per chi è “psicologicamente stabile” questa app dice poco e niente e mai si sognerebbe di scaricarla, ma, tra “certi” giovani (e forse fino ai 30?), ove per “certi” intendo persone non “forti” psicologicamente come altre, questa app può sicuramente fare molti più DANNI (anche potenzialmente mortali= suicidi) che dare divertimento… IMHO…

          • Jackie

            Se si segue questo concetto, qualsiasi applicazione o sito dove c’è interazione con la gente non dovresti usarlo perché può essere dannoso, conosco uno che si è suicidato a causa del cyberbullismo su WhatsApp ma non per questo lo vedo come uno strumento dannoso.
            Ogni cosa nata con buoni principi può essere usata nella maniera sbagliata

          • Paolo Giulio

            NON MI PARE PROPRIO LA STESSA COSA… soprattutto in ragione di una app che garantisce PER DEFINIZIONE l’anonimato e che si presta a nefandezze potenzialmente ben peggiori…
            Inoltre la critica al pezzo è nell’offrirne più uno spot commerciale che una analisi (anche) dei tanti (troppi) lati negativi…

          • Andrea Paolillo

            La stessa Androidworld ha ammesso che è una sponsorizzata. E guarda caso parecchie pagine di tech e giornali, parlano di quest’app. Stai negando l’evidenza.

          • Chi avrebbe mai detto una cosa del genere?
            Nessuna sponsorizzazione. Quando è così c’è scritto chiaramente. Ne parlano tutti oggi perché è oggi che è diventata virale. Io personalmente ho provato l’app giusto ieri sera.

        • Cristian

          Inanzitutto come sono arrivato io su questo articolo, ci siete arrivati anche voi. Non sono un vecchio ma questo articolo effettivamente mi ha aiutato a farmi un breve idea su cos’è e come è nata questa app. Se lo sapevate già siete siete bravi voi ma non è questo il modo di commentare un articolo informativo.
          Se dai due ceffoni a tuo nipote perchè ti spiega come funziona un app e gli sequestri il cellulare di conseguenza, io due domande mi farei.

          • Paolo Giulio

            I ceffoni sono nel momento in cui scopro che ha e usa quella app e non certo se la conosce… mi sembrava ovvio… 😉

          • Zoe80

            Tienile in tasca le mani, l’educazione ha preso altre strade, fortunatamente.

          • Paolo Giulio

            SUPER LOL.. ed infatti le risultanze delle nuove generazioni sono sotto gli occhi di tutti… 😄😄😄😄😄😄😄😄😄😄

          • Lukino

            Parole sante…

          • Lukino

            E si vede!!! Porca miseria se si vede. Non sono per la violenza, ma 2 sani ceffoni non hanno mai fatto male a nessuno, anzi… Poi certo non devi demolirgli la faccia…

        • briox

          un piccolo off-topic diciamo, non mi mettere cazzate di inglesismi del tipo “i mean” “please” in mezzo a un discorso fatto in italiano perchè è ridicolo, o mi scrivi tutto il post in inglese come si deve, oppure usa l’italiano, pace ( o peace? XD)

  • CrisDroid

    Chi parla di cyberbullismo tra i rischi di quest’app non ha le idee molto chiare sull’argomento. Il cyberbullismo nasce sui social (Fb) e si diffonde sulle chat (whatsapp), specie nei gruppi, ed i bulli, nella maggioranza dei casi, non sono anonimi ma compagni di classe per esempio, che dietro una tastiera si sentono liberi di umiliare il coetaneo che non riesce a socializzare e rimane escluso, proprio perché gli insulti diventano credibili al gruppo stesso, essendo diffusi in ambiti che si ritengono affidabili (gruppi di coetanei che si conoscono, compagni di classe, ecc..) e quindi gli si dà credibilità. Se fosse un anonimo a diffondere voci su qualcuno, sarebbe molto difficile diventino credibili e chi ne fosse vittima potrebbe tranquillamente ignorarle.
    Nelle indagini in seguito a fatti di cronaca si riesce infatti molto spesso a risalire agli autori degli insulti e delle offese, proprio perché di solito non sono anonimi.
    Quest’app invece ha bisogno che tu crei un account, e sai in partenza che ti espone a qualsiasi messaggio anonimo, offesa o critica, che leggerai solo tu e quindi, senza pubblico, il cyberbullismo non può esercitare la sua azione devastante. Le offese saranno quindi facilmente ignorate, le critiche invece potrebbero essere costruttive e portarti a correggere aspetti negativi del tuo carattere o della tua persona.