Batteria scarica? Vi basterà il telefono Sony del vostro amico per ricaricarla senza fili (foto)

Andrea Centorrino

Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di ritrovarsi con il telefono scarico e l’impossibilità di ricaricarlo, magari perché senza caricabatterie o perché la struttura in cui ci si trovava non aveva prese elettriche facilmente accessibili. In futuro, anziché chiedere in prestito lo smartphone agli amici per fare una telefonata, potrete semplicemente chiedere loro di cedervi un po’ della loro carica, senza fili da collegare. A patto però che i dispositivi in questione siano Sony.

Sono diversi infatti gli smartphone che permettono di ricaricare altri telefoni o accessori semplicemente collegandoli alla porta USB-C (come il Galaxy S8): il colosso nipponico, con la richiesta di brevetto US 20170064283, cerca di andare oltre, integrando due antenne nei dispositivi; una per scambiare dati, ed una per scambiare energia.

Il sistema, almeno nel brevetto, sembra progettato per lo scambio a distanze relativamente grandi: se più dispositivi sono impostati per condividere la propria carica, l’utente potrà scegliere a quale collegarsi, così come avviene al momento quando si seleziona una rete Wi-Fi da un elenco. Non sembra dunque essere necessario collegare i dispositivi “schiena contro schiena”.

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La parte interessante è che il campo di applicazione non viene circoscritto agli smartphone: questi potranno essere caricati anche da altre basi od elettrodomestici, come già avviene con i più comuni sistemi di ricarica induttiva. Grazie alla seconda antenna, però, il sistema sarà più “intelligente”: un esempio banale è quello della lavatrice che comunica lo stato del lavaggio mentre ricarica lo smartphone.

Se e quando vedremo questa tecnologia impiegata nei prossimi Xperia è difficile dirlo, ma il rinnovato interesse dei produttori verso la ricarica senza fili (Apple inclusa), potrebbe portare alla creazione di nuove tecnologie per non restare mai “a secco”.

Via: SoftonicFonte: USPTO
  • eric

    ….questa si che è una vera innovazione!! …. speriamo non ci mettano molto per poterla rendere fruibile

    • Vincenzo Salmena

      È solo un brevetto.
      Potrebbe essere tranquillamente un’idea abbozzata e brevettata.
      Negli USA per depositare la richiesta di brevetto (e vedersela accettata) non serve Dover dimostrato che ci siano degli studi o delle applicabile pratiche in sviluppo.

      Infatti ci sono diverse aziende USA che non fanno nient’altro che depositare brevetti e, appena questi vengono violati dalle aziende, chiederne royalties.

      • eric

        ….evito di fare un nome……a caso ;))

        • Vincenzo Salmena

          Immagino di quale azienda parli…
          Ma di patent troll, quelli veri*, in USA ce ne sono parecchi.

          *intendo aziende che hanno uffici fantasma, minuscoli e dove SE VA BENE lavora solo una persona. In quel caso lí alla minima idea durante la pausa di riflessione (ergo: in bagno) viene depositata la richiesta di brevetto all´USPO, che ci metterá sopra l´autografino seduta stante.

          • eric

            ….esatto…..
            stessa cosa avviene anche per i “nomi di dominio”