Cortex-A55, A73 e Mali G-72: cosa c’è di nuovo in casa ARM e perché è così importante

Giuseppe Tripodi -

Al Computex 2017 ARM ha presentato i suoi nuovi SoC Cortex-A55 e Cortex-A73, oltre che la nuova GPU Mali G-72. Come sempre, sono tutti più veloci e più performanti rispetto al passato, ma quest’anno ci sono novità davvero interessanti e che vanno oltre alle consuete migliorie che tutti si aspettano.

Ma per spiegare bene cosa è cambiato, dobbiamo partire da DynamIQ, ossia l’architettura presentata a marzo da ARM, che riassumiamo rapidamente per chi non sapesse di cosa stiamo parlando. Si tratta di un sostanziale cambiamento nell’approccio big.LITTLE, tecnologia utilizzata sin dal 2011 per affiancare coppie di core diversi, in modo che i meno performanti gestissero le operazioni meno pesanti, e viceversa; la differenza rispetto alla nuova architettura è che, grazie a DynamIQ, è possibile personalizzare ogni singolo core di un SoC, arrivando ad avere fino ad otto core diversi per ogni cluster.

Alla luce di tutto questo (di cui capirete l’importanza continuando a leggere!), andiamo a vedere cosa c’è di nuovo in casa ARM.

ARM Cortex-A55

È la nuova architettura per la fascia media della società, che va a sostituire il fortunatissimo Cortex-A53, utilizzato in licenza in oltre 1,7 miliardi di dispositivi negli ultimi 3 anni. Vale la pena precisare che, nonostante ARM sia solita rinnovare i suoi core ogni anno, il Cortex-A53 manteneva la sua posizione nel mercato dal febbraio 2014.

Il nuovo Cortex-A55 che va a sostituirlo, migliora prevedibilmente le performance: in particolare, si parla di un incremento del 20% rispetto a A53 nei benchmark con Geekbench v4 in single core. 

Un’importante novità tecnica è la presenza di cache L2 per ogni core (con latenza ridotta del 50%) e cache L3 condivisa, che garantiscono all’A55 performance quasi doppie nella gestione della memoria.

La controparte è un piccolo incremento nei consumi (3%), ma si tratta di un dato davvero di poco conto se consideriamo che, nel complesso, l’efficienza energetica (ossia i consumi rapportati alle performance) è cresciuta del 15% rispetto al Cortex-A53.

Cortex-A75

Passiamo quindi alla seconda delle due architetture presentate da ARM, ossia il potentissimo Cortex-A75 che andrà a rimpiazzare il Cortex-A73 (ossia l’architettura presente su Snapdragon 835). Utilizziamo il termine potentissimo perché si parla di performance paragonabili a quelle di un processore desktop, con clock massimo fino a 3GHz e, ovviamente, processo costruttivo a 10nm.

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Secondo quanto riferito da ARM, l’A75 riesce a mantenere la stessa efficienza energetica del precedente A73, ma con un miglioramento di performance del 30% su schermi di grandi dimensioni.

Proprio per questo motivo, ARM potrebbe spingere verso l’utilizzo degli A75 anche su ultrabook, considerando l’incremento di prestazioni posisbile con l’aumento delle frequenze.

Oltre quanto detto finora, anche nel Cortex-A75 troviamo una cache L2 per core supportati da una cache L3 condivisa.

A questo punto, torniamo a parlare di DynamIQ e alla possibilità offerte dal personalizzare ogni singolo core: ad esempio, notate nella slide sottostante l’incremento di performance possibile grazie ad un solo A75 che affianca sette core A55.

Ma non è finita qui: grazie anche alla nuova tecnologia DynamIQ, ARM si aspetta di migliorare sensibilmente il campo dell’intelligenza artificiale e del machine learning.

La società parla addirittura di un miglioramento che garantirà performance 50 volte migliori nei processi di IA nei prossimi 5 anni.

Mali-G72

Chiude il trittico la Mali-G72, ossia la nuova GPU svelata da ARM insieme ai due SoC di cui sopra. Ancora una volta, la scheda video utilizza l’architettura Bitfrost come la generazione precedente ma, prevedibilmente, migliora le performance rispetto alla precedente G71.

In particolare, la nuova GPU punta a stupire nel campo della Realtà Virtuale (anche nel gaming) e, anche in questo caso, spicca per i miglioramenti relativi al machine learning: per questi ultimi, garantisce un’efficienza del 17% migliore rispetto alla precedente G71. Infine, si parla di performance grafiche del 40% migliori rispetto al passato.

I primi dispositivi dotati dei nuovi chip ARM dovrebbero essere lanciati nei primi mesi del 2018: con l’Intelligenza Artificiale in continua espansione, ARM ha fatto un grande passo avanti per stare al passo coi tempi e, ancora una volta, garantire il suo ruolo indiscusso nel campo dei microprocessori.

Via: VentureBeatFonte: Anandtech
  • Filippo Dardi

    Anche se è una domanda stupida, me lo sono sempre chiesto: a parità di risoluzione l’hardware fatica maggiormente tanto più è grande lo schermo?

    • Karellen

      A parità di risoluzione il carico sulla cpu è lo stesso, non cambia se è un 4.5″ pollici o 55″ full hd perchè quello che viene elaborato sono i pixel. Se guardiamo il carico sulla batteria sembrerebbe ovvio che uno schermo più grande abbia bisogno di più retroilluminzione, ma negli schermi mobile non è proprio direttamente proporzionale. Schermi più densi potrebbero avere pixel con in proporzione più cornice rispetto ad altri con meno pixel per pollice, richiedendo più luce perchè il pixel deve essere più luminoso per compensare che i suoi bordi non emettono luce. Non so se mi sono spiegato, ma comunque in sostanza cambia pochissimo, soprattutto perchè più che lo schermo in se consuma il processore che elabora quello che ti fa vedere lo schermo. Se lasci lo smartphone fermo su una schermata statica non consuma quasi niente.

  • Karellen

    L’A75 da come ho capito è avvantaggiato solo quando è installato su un dispositivo di grandi dimensioni, e quindi è possibile smaltire bene il calore. In sostanza scalda talmente tanto che su smartphone lo terranno underclockato. E’ stato progettato per i prossimi processi produttivi più efficienti…