Un incredibile brevetto Samsung reinventa il concetto di phablet

Giuseppe Tripodi Probabilmente passeranno decenni prima di vedere qualcosa del genere, però... wow!

Quando si parla di tecnologia, molto spesso i brevetti anticipano la strada a quel che possiamo aspettarci dagli anni futuri. D’altra parte, quando si tratta di brevettare nuove tecnologie, le società puntano (molto!) lontano e, a volte, i documenti depositati presso l’US Patent & Trademark Office, sono quasi fantascienza.

Il brevetto Samsung di cui parliamo oggi, scovato dai colleghi di Patently Mobile, è uno di questi casi: probabilmente non vedremo nulla del genere per almeno i prossimi dieci anni, ma quando (o sarebbe meglio dire se?) un prodotto del genere arriverà sul mercato, lascerà tutti a bocca aperta.

Il brevetto, infatti, descrive un phablet che non ha un display definito, ma può allungarsi o restringersi a seconda dell’utilizzo che l’utente deve farne, fino a richiudersi su sé stesso per essere trasportato più comodamente.

Ma l’aspetto più innovativo del brevetto non è certo questo: la nota davvero futuristica, infatti, è l’utilizzo di proiettori per realizzare l’immagine sul “display”. Sì, perché questo dispositivo non utilizzerebbe un canonico schermo, bensì due proiettori posti alle estremità, che compongono l’interfaccia del phablet proiettando le immagini che saranno visibili sul display.

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Precisiamo che, in ogni caso, le dita che cliccano non potranno interrompere la proiezione, poiché il tutto si svolge comunque al di sotto del vetro con cui l’utente va ad interagire.

A proposito di vetro, per questo futuristico phablet Samsung prevede anche un sistema simile al 3D Touch (basato su infrarossi) che percepisce la pressione del tocco e consente quindi di avere un maggior numero di interazioni con lo schermo.

Ma, dulcis in fundo, l’aspetto in assoluto più interessante è la possibilità di puntare i due proiettori verso l'”esterno” dello schermo, per ottenere una vera e propria proiezione olografica.

Samsung, infatti, parla esplicitamente di un’immagine in 3D che galleggia sopra lo schermo, senza la necessità per l’utente di utilizzare occhiali stereoscopici.

Il brevetto è stato depositato nel “lontano” Q3 2016 ma, come avrete già intuito, descrive una tecnologia davvero futuristica che, almeno per il momento, facciamo fatica ad immaginarci in commercio. Ma, come sempre, nulla ci vieta di fantasticare un po’ e sognare il giorno in cui gli ologrammi 3D salteranno fuori dallo schermo dei nostri phablet e ricorderemo con nostalgia quando i nostri dispositivi si limitavano a semplici, antiquate immagini in 2D.