L’auto-ricarica per smartphone non è utopia: il segreto ce lo svelano le piante

Vezio Ceniccola

Uno dei problemi ancora irrisolti della tecnologia moderna è quello dell’autonomia dei gadget elettronici. Ci sono centinaia di ricerche sulle varie metodologie possibili per far aumentare la capacità delle batterie o far risparmiare energia ai dispositivi, ma quanto sarebbe bello avere smartphone o laptop che si ricaricano da soli?

Se vi sembra un’utopia, sappiate che esiste già uno studio a riguardo, e quella delle batterie auto-ricaricanti potrebbe essere una realtà più vicina di quanto pensiate. Alcuni ricercatori della RMIT University in Australia hanno costruito un prototipo di un elettrodo in grado di auto-ricaricarsi senza essere collegato alla corrente elettrica, ma sfruttando l’energia solare.

La ricercatrice Litty V. Thekkekar e il professor Min Gu hanno approfondito la ricerca sui supercondensatori – accumulatori migliori rispetto alle normali batterie ma con una minor capacità, spesso utilizzati per immagazzinare l’energia ottenuta dai pannelli solari –, dimostrando che è possibile aumentare la loro capacità fino al 3.000%.

Per poter ottenere un risultato del genere, i ricercatori hanno preso ispirazione dalla struttura delle foglie di felce. Infatti, la ripetizione del pattern frattale delle foglie di questo tipo di piante consente loro di essere ottimi accumulatori d’energia, e l’elettrodo in grafene realizzato nei laboratori della RMIT University è stato progettato proprio “copiando” questo design.

Realizzare supercondensatori con questa nuova tecnologia permetterebbe di ottenere dispositivi con una grande capacità d’immagazzinamento d’energia che, uniti a celle solari di nuova generazione, potrebbero essere usati anche su smartphone, tablet, smartwatch e laptop.

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Super-batterie di questo tipo permetterebbero una lunga autonomia, anche nei giorni più nuvolosi o nei luoghi meno assolati. Potenzialmente, i dispositivi elettronici potrebbero avere energia illimitata, perché basterebbe una minima esposizione ai raggi solari per aumentare il loro livello di carica.

Insomma, tutto molto bello ed interessante sulla carta, ma per adesso siamo solo all’inizio della ricerca. Lo sviluppo di batterie con capacità spropositata e ricarica super-veloce è solo una parte del lavoro che ancora bisogna fare per raggiungere il sogno dell’autonomia infinita. La buona notizia è che la prima pietra è stata appena posata, e speriamo che si proceda con impegno e dedizione al resto dei lavori.

Via: The Next Web