ARM presenta la nuova architettura DynamIQ, con focus su machine learning e IA

Giuseppe Tripodi Ma ci sono anche grandi novità sull'approccio big.LITTLE

ARM ha presentato oggi la sua nuova microarchitettura chiamata DynamIQ: ci sono tante novità dietro questo nuovo nome, che andranno non solo ad ottimizzare le capacità di calcolo di smartphone e tablet, ma daranno una spinta alle operazioni di machine learning.

Ma andiamo con ordine: uno dei più importanti cambiamenti introdotti con questa nuova architettura è una modifica all’approccio big.LITTLE, che ARM utilizza sin dal 2011. Questo sistema permette di affiancare coppie di core diversi,  ad esempio per avere due core meno potenti che si occupino delle operazioni più leggere e due core più performanti per le azioni che richiedono maggior potenza di calcolo. Con la nuova architettura DynamIQ, invece, ogni produttore potrà personalizzare ogni singolo core, arrivando ad avere fino ad otto core diversi per ogni cluster.

Questa novità, ovviamente, permette di scalar ancor meglio la potenza, configurando singolarmente ogni core e non limitando il produttore a selezionare solo due configurazioni.

Ma i cambiamenti non sono solo in termini di flessibilità: la nuova architettura di ARM, infatti, pone particolare attenzione al machine learning e alle intelligenze artificiali.

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I produttori che utilizzano queste tecniche, infatti, potranno utilizzare nuove librerie messe a disposizione da ARM che aumenteranno fino a 50 volte le prestazioni relative all’intelligenza artificiale. A tal proposito, vale la pena ricordare che sempre più dispositivi utilizzano l’apprendimento automatico per migliorare l’esperienza utente: ad esempio, Huawei P10 utilizza questa tecnologia per comprendere quali sono le app che l’utente avvia più spesso ed allocare le risorse disponibili in maniera più funzionale.

ARM ha annunciato che la nuova architettura è già stata concessa in licenza a diversi clienti e i primi dispositivi che utilizzano SoC basati su DynamIQ arriveranno sul mercato all’inizio del 2018. A tal proposito, la società prevede di aumentare esponenzialmente il numero di chip venduti: tra il 2013 e il 2017 ARM ha venduto 50 milioni di chip, ma prevede di spedirne altri 100 milioni tra il 2017 e il 2021.

Via: TheVergeFonte: ARM