Quanto è corretto parlare di display Retina e quali sono i fattori in gioco?

Massimo Maiorano

Nel giugno 2010, Apple introdusse iPhone 4 il quale divenne un punto di riferimento nel mondo degli smartphone poiché fu il primo dotato di display Retina. Durante la presentazione, Steve Jobs affermò: “Si è scoperto che esiste un numero magico pari a circa 300 ppi che, maneggiando qualcosa a una distanza di circa 10/12 pollici dagli occhi, rappresenta il limite della retina umana nel distinguere i pixel.”. Neanche a dirlo, il display di iPhone 4 vantava una risoluzione pari a 326 ppi.

Molti giornalisti e analisti a quei tempi accusarono Apple di marketing falsato, vedi Raymond Soneira di DisplayMate Technologies (nome di riferimento nel mondo dell’analisi dei display) il quale affermò: “É stato innacurato misurare la risoluzione dell’occhio umano in termini di pixel […] una più accurata definizione di display Retina sarebbe pari a 477 ppi a 12 pollici di distanza.”

Parallelamente, qualcuno cercò di vendicare quanto detto da Steve Jobs. È il caso del blogger Phil Plait, il quale dimostrò che effettivamente l’affermazione di Jobs, nel caso relativo a una distanza di 12 pollici, era corretta. Tuttavia, l’ipotesi di Plait contemplava un utente con una vista normale (e non perfetta), e nel caso relativo a una distanza di 10 pollici portava a concludere che era effettivamente possibile vedere i singoli pixel su un display Retina. In generale però, gran parte degli analisti e commentatori utilizzavano impropriamente il termine vista perfetta, ipotesi sbagliata che ovviamente pregiudicava i risultati degli studi.

Cosa si intende con vista perfetta? Per molti, equivale ad esprimerla come 20/20 basandosi sulla Tabella di Snellen, quasi obsoleta se applicata alla visione di un display, nell’analisi del quale è forse più indicato il test di Vernier considerata l’abbondante presenza di linee dritte. Tale definizione è purtroppo incorretta in quanto innanzitutto parlare di perfezione dell’occhio umano non ha senso, e poi perché in generale un occhio è considerato sano se la sua acutezza risiede tra 20/16 e 20/12. Circa il 10-15% della popolazione mondiale ha una vista superiore a 20/20 (senza occhiali).

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A tutto ciò, aggiungiamo che non tutti utilizzano lo smartphone a distanza di 10 o 12 pollici dai loro occhi: sono tanti infatti gli utenti che tengono lo smartphone a distanza di 7 o 8 pollici dal viso. Ciò è importante perchè a distanze così basse è richiesta una risoluzione maggiore affinchè il singolo pixel non venga notato. Inoltre, il display Retina è utilizzato anche sui tablet, che tanti utenti utilizzano a distanze anche maggiori di 15 pollici e che quindi, al contrario di uno smartphone, richiede risoluzioni minori per evitare il riconoscimento del singolo pixel. Cade dunque anche l’assunto che un singolo numero (i 300 ppi di Jobs) possa essere utilizzato in qualsiasi situazione, anche considerati i diversi tipi di pixel attualmente utilizzati e le qualità costruttive intrinseche dei vari pannelli.

Studi più recenti hanno poi dimostrato come in realtà l’occhio umano possa raggiungere risultati straordinari in termini di acutezza visiva rapportata ai display. Tra questi citiamo quello del Dr. M. Bach, professore in una università tedesca nota per gli studi sull’oculistica; 49 soggetti hanno valutato display con risoluzioni comprese tra 254 e 1016 ppi e il risultato ha dimostrato come sia possibile scorgere differenze tra un display da 339 ppi e un display da 508 ppi; inoltre, dallo studio è emerso come alcuni utenti siano anche in grado di discriminare nel caso di risoluzioni comprese tra 508 ppi e 1016 ppi.

È dunque chiaro che l’occhio è in grado di beneficiare di risoluzioni maggiori di 300 pixel per pollice, ma quale è la risoluzione minima per un perfetto display Retina? Uno tra i principali produttori di display sostiene che un vero e proprio display Retina per smartphone dovrebbe vantare una risoluzione pari ad almeno 573 pixel per pollice, nel caso di utilizzatore con visione perfetta (il numero è più basso per una persona con visione media). Nel caso tablet tenuto a 15 pollici di distanza dagli occhi, avrebbe invece bisogno di una risoluzione superiore a 382 ppi.

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Cosa significa tutto ciò? È presto detto: se avete una vista perfetta, purtroppo al momento non troverete mai smartphone o tablet con veri display Retina. Desiderate davvero un prodotto simil-Retina? Provate LG G3 (2.560 x 1.440, 534 ppi), oppure Samsung Galaxy S5 LTE-A (5,1 pollici, 576 ppi, disponibile solo in Corea in questo momento). Samsung ha poi in cantiere uno smartphone con display 4K e, assumendo una dimensione dello stesso pari a circa 5 pollici, in futuro potremo parlare di ben 880 pixel per pollici. A livello di tablet invece, a breve potremo trattare schermi con risoluzioni possibilmente pari a 400 pixel per pollice, un valore maggiore dei richiesti 382 ppi.

Fonte: Mostlytech
LG G3

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Ultime dal forum:

  • Tiwi

    ho letto un articolo simile tempo fa..la mia idea, il termine “retina” è stato coniato da jobs come un qualcosa di marketing, stile apple, per far credere alla gente di avere in mano qualcosa di unico..in realtà, a livello di definizione, non era niente di che..
    e oggi, il display di apple viene ampiamente superato da tutti i top android, con ips o amoled 2k

    • eema

      Non era niente di che? Ma sei vissuto sulla luna quell’anno? L’intero mondo fanboy Android si sperticava dalle risate descrivendo quanto la risoluzione di iPhone 4 fosse inutile…

      • Tiwi

        si, magari ai tempi del primo iphone ha stupito..poi è stato ampiamente superato dagli schermi degli altri prodotti top

        • eema

          Che ragionamento del cavolo é? Se Apple non avesse osato in quella direzione con quello che venne definito marketing inutile degno delle peggiori prese in giro avremmo tutt’ora risoluzioni ridicole. Comunque non é neanche vero.. per battere la densità di iPhone si é dovuto aspettare un bel po’.. guardando per esempio il principale competitor Samsung si é dovuto aspettare l’s4 per il sorpasso nel loro top di gamma. Il che vuol dire aprile 2013 in confronto all’iphone 4 lanciato a giugno 2010..
          Apple é rimasta per un bel po’ l’unica a correre quella corsa..

  • giuliog

    Dire che Phil Plait è un blogger è sminuirlo giusto un pelo. È prima di tutto un astronomo, il che gli dà una certa autorità nel campo dell’ottica.

    • Massimo Maiorano

      Che io sappia, calibra telescopi. Lavoro rispettabilissimo, ma ciò non ti rende un vero e proprio esperto di oculistica.

  • Davide

    non ho capito perchè solo g3 e s5..s6 ad esempio ne ha 577…

    • Massimo Maiorano

      Perché sono due esempi, semplice!

  • Christian

    Vivete fuori dal tempo, accadeva 10 anni fa quando gli schermi avevano risoluzioni assai inferiori e se a memoria sareste in grado di ricordare i modelli di Android dell’epoca vi rendereste conto che non se ne trovano più in giro e che facevano anche pena da molti punti di vista.

    Poi non è un merito di chi produce un cellulare la risoluzione dello stesso, basta cambiar fornitore, cercando di evitare schermi con colori tanto saturi da non distinguerne le variazioni cromatiche, come i primi Samsung AmoLED, irrealistici e tanto energivori su sfondo bianco da richiedere un’interfaccia scura.

    C’è chi da l’esempio, e chi è costretto ad alzare il proprio livello qualitativo per meritare l’attenzione dei consumatori, e questo fece Apple, che gli abbia dato un nome solo è questione di marketing, per giunta fondata. Benvenuti nel 2017.

  • Zeronegativo

    non ho capito esattamente di che anno è questo articolo

  • the

    Come esempi eviterei i modelli con schermo pentile, a meno di non volerlo testare con testi color ciano. Il pentile ne sbrodola sensibilmente la definizione…