Batteria final

Ad Harvard hanno realizzato una batteria di flusso che non perde carica

Giuseppe Tripodi -

Considerando che chiunque sia in possesso di uno smartphone si lamenta dell’autonomia, siamo certi che non stupisca molto scoprire che i ricercatori di Harvard stanno lavorando a nuove tecnologie sulle batterie. In questo caso parliamo di una nuova tecnologia per le batterie di flusso che garantirebbe una lunga vita a questo genere di accumulatori.

Il principale problema di questo tipo di batterie, infatti, è la scarsa durabilità, ma il gruppo di ricercatori guidato da John A. Paulson sembra aver trovato la soluzione grazie ad una modifica molecolare agli elettroliti utilizzati, ferrocene e viologeno, che diventano così più stabili e resistono maggiormente alla degradazione.

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Grazie a questa nuova tecnologia, questi elettroliti dissolti in acqua naturale dovrebbero registrare una perdita di carica dell’1% ogni 1.000 cicli di ricarica: insomma, passerebbero letteralmente anni prima di accorgersi di un calo nelle prestazioni. Inoltre, l’utilizzo di simili batterie sarebbe estremamente utile dal punto di vista ambientale, in quanto il liquido contenuto non è tossico o corrosivo.

Si tratta di una ricerca relativamente recente, che non ovviamente non è stata ancora implementata da alcun produttore, ma che ci auguriamo possa arrivare al più presto negli smartphone di tutto il mondo.

Via: EngadgetFonte: Harvard
  • Pablo Galattico

    Perdita di carica dell’1% ogni 1000 cicli di ricarica e non ogni mille anni!!!…..Correggete!

    • Giuseppe Tripodi

      Colpa mia: ero indeciso se mettere come stima i cicli di carica o gli anni, e alla fine ho fatto un pessimo mix :/

      Grazie della segnalazione, corretto!

  • Fra Lu

    #latecnologiachecipiace

  • Matteo Bonanomi

    come avete scritto l’articolo è quantomeno fuorviante. Sì, le flow battery esistono e si fa ricera su di esse, ma ad Androidworld non interessa più o meno nulla. Richiedono un serbatoio di liquido, quale liquido sia dipende dalla tecnologia considerata. Sono sviluppate per l’accoppiamento a sistemi di power production, per un accumulo/scarica in base alle richieste energetiche dell’utenza. Mai e poi mai sono pensate per gli smarthphone, o qualsiasi elettrodomestico/oggetto elettronico di interesse per un utenza domestica. Sarebbe come scrivere un articolo “Nuovo motore a combustione interna, calo delle prestazioni dell’1% dopo 1000 cicli di lavoro”. Sarà pur vero, ma non centra una mazza.