Per iPhone 8, Apple potrebbe realizzare un sistema proprietario di ricarica induttiva

Giuseppe Tripodi Gli ultimi rumor smentiscono la partnership con Energous.

Il nuovo iPhone 8 che verrà presentato questo autunno è uno degli smartphone più attesi di sempre: tra le innovazioni che probabilmente Apple introdurrà su questo dispositivo c’è anche la ricarica wireless. A tal proposito, si è parlato a lungo della possibilità che la società di Cupertino collaborasse con Energous, startup che ha sviluppato il sistema di ricarica WattUp, basato sulle radiofrequenze. Anche durante l’ultimo CES, Energous ha mostrato gli sviluppi di questa tecnologia, che permette di ricaricare contemporaneamente diversi dispositivi che vengono poggiati su qualsiasi punto di un’apposita scrivania che emette radiofrequenze che vengono poi convertite in energia elettrica da un apposito chip.

Il CEO di Energous Steve Rizzone aveva più volte suggerito che la sua azienda stesse collaborando con “una delle più grandi società di elettronica di consumo al mondo”: nonostante non si fosse mai riferito direttamente ad Apple, in molti avevano collegato la startup di Rizzone alla mela morsicata.

Tuttavia, un recente report di Copperfield Research smentisce questa possibilità: secondo la compagnia di analisi, che ha analizzato tutti i brevetti legati alla ricarica induttiva depositati da Apple a partire dal 2013, Tim Cook e soci non avrebbero intenzione di affidarsi alla ricarica basata su onde radio sviluppata da Enrgous, ma punterebbero invece a sviluppare il proprio sistema di ricarica wireless, basato (come tanti altri standard attuali) sull’induzione elettromagnetica.

In uno dei documenti esaminati da Copperfield Research, infatti, Apple definisce la ricarica tramite onde radio estremamente inefficiente, non pratica e potenzialmente pericolosa. Nel brevetto in questione, inoltre, Apple critica le grandi perdite di questo tipo di ricarica.

However, this type of radiative transfer is very inefficient because only a tiny portion of the supplied or radiated power, namely, that portion in the direction of, and overlapping with, the receiver is picked up. The vast majority of the power is radiated away in all the other directions and lost in free space. Such inefficient power transfer may be acceptable for data transmission, but is not practical for transferring useful amounts of electrical energy for the purpose of doing work, such as for charging electrical devices. […]

In addition, such schemes may pose hazards to objects or people that cross or intersect the beam when modest to high amounts of power are being transmitted.

C’è da aggiungere, tuttavia, che questo brevetto è stato depositato nel 2011, ben prima delle presunte collaborazioni tra Apple ed Energous.

A confermare che la società di Cupertino lavorerà autonomamente al proprio sistema di ricarica induttiva ci sono altri due dettagli: secondo Copperfield Research, Apple avrebbe avviato una partnership con Lite-On Semiconductor (azienda che si occupa di ricarica induttiva basata su elettromagnetismo); inoltre, la scelta del vetro sul retro faciliterebbe questo tipo di ricarica wireless (ma non sarebbe necessario per la variante basata su onde radio).

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Dulcis in fundo, dai brevetti della società di Cupertino trapela un altro dettaglio importante: sembrerebbe, infatti, che Apple stia studiando un metodo per fare in modo che un dispositivo carico (ad esempio un Mac o un iPad) possa trasferire la propria carica residua ad un altro prodotto della mela (ad esempio un iPhone) semplicemente poggiando quest’ultimo sopra il primo.

Nonostante si tratti di una tecnologia che ad oggi sembra futuristica, sarebbe una soluzione in pieno stile Apple, che punta a rafforzare l’ecosistema della mela: scopriremo nei prossimi mesi se la mela morsicata sta davvero lavorando a qualcosa di simile.

Via: MacRumors