Lo spettacolare futuro in realtà aumentata di Qualcomm

Emanuele Cisotti

La maggior parte di quelli che stanno leggendo questo articolo hanno ben chiaro il concetto di realtà aumentata (ovvero l’aggiunta di componenti virtuali al mondo reale) ma in pochi probabilmente riescono ad immaginare quanto questa tecnologia potrebbe diventare prominente rispetto alle altre nel prossimo futuro. Certo, oggi ci stiamo preoccupando di display edge-to-edge, di realtà virtuale di processori sempre più potenti (es. Snapdragon 835).

Qualcomm durante la presentazione di Snapdragon 835 e Quick Charge 4.0 ha voluto renderci partecipi della sua visione relativa alla realtà aumentata, a qual è secondo l’azienda il suo futuro e come potrebbero essere i primi dispositivi. Per Qualcomm la realtà virtuale ci permetterà di portare intere ambientazioni e scene all’interno dei nostri ambienti quotidiani, permettendoci di sederci sul divano posizionato a bordo campo del nostro match preferito o portando un famosissimo pianista nel vostro soggiorno. La realtà virtuale sarà sempre sviluppata, ma diventerà solo una variante della realtà aumentata: una dove sarà possibile “disabilitare” la visione del nostro mondo ed estraniarci completamente in quello virtuale.

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La realtà aumentata sarà in ogni ambiente della nostra vita: supporto a distanza alle aziende, diagnostica in tempo reale, assistenza e diagnosi sanitarie, miglioramento e allenamento per le operazioni chirurgiche, educazione, assistenza militare sul campo, visualizzazione 3D per gli architetti, provare prima di acquistare, navigazione virtuale degli store, pubblicità relativa al contesto, miglioramento dell’efficenza dei tempi di risposta per polizia e vigili del fuoco. Questi sono solo alcuni esempi, ma qualsiasi film abbia utilizzato degli ologrammi vi avrà già fatto sognare molto tempo fa.

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La realtà aumentata secondo Qualcomm non sarà un’app o un’accessorio, ma sarà proprio parte integrante della vostra vita: sarà il vostro prossimo dispositivo tecnologico, così come lo sono stati in passato (e presente) i PC e gli smartphone. Il prossimo futuro ci riserverà probabilmente degli occhiali AR ben fatti (sulla base di Google Glass e Microsoft Hololens per esempio), ma sul lungo termine potrebbero semplicemente essere delle lenti a contatto e un piccolo auricolare (sì, esatto come in Black Mirror).

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Ma come saranno questi occhiali per l’AR? Avranno fotocamere fronte/retro attive e passive, speaker direzionali a conduzione ossea, connettività 4G/5G, sensore di luminosità, visione notturna e visione termica, tracciamento del movimento oculare, display resistente ed integrato nelle lenti, microfoni ad alta precisione, illuminatori LED e molto altro. Tutto questo permetterà a questi dispositivi di farvi avere un’esperienza immersiva (audio e video) e allo stesso tempo potranno capire il mondo circostante. Infine saranno sempre connessi con sistemi wireless a basso consumo.

Per ottenre tutto questo sono tanti i risultati da ottenere: schermi ad alta risoluzione e molto vicini agli occhi, campo visivo molto ampio, minima latenza, interfaccia semplice, preciso monitoraggio del movimento e audio 3D preciso e ad alta definizione. Ci sono poi dei risultati software da ottenere: il mondo in realtà aumentata deve risultare stabile e non deve ostacolare la visione di quello che ci serve davvero. L’illuminazione infine deve essere corretta (ovvero deve riprendere quella reale) e il suono deve risultare realistico. Qualcomm sta lavorando in ogni direzione affinché tutti questi requisiti possano essere raggiunti al meglio.

Infine l’interfaccia: il dispositivo AR dovrà poter comprendere comandi gestuali e vocali, così come dovrà poter fare con precisione un riconoscimento facciale e tracciare il nostro sguardo. Non scordiamoci però la sicurezza: questi dispositivi AR dovranno continuamente fare una verifica dell’utilizzatore affinché sia sempre riconosciuto come legittimo.

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Tra le tecnologie più importanti per lo sviluppo della realtà aumentata troviamo il machine learning, ovvero la capacità del dispositivo di comprendere il mondo e apprendere da questo nuove informazioni e il 5G per poter elaborare rapidamente i dati in tempo reale e rimanere quindi sempre connessi, contenendo però il consumo energetico. Altre sfide che Qualcomm sta intraprendendo sono poi quelle della potenza computazionale, del contenimento delle temperature e ovviamente dell’autonomia.

Quello che vi stiamo riportando sembra quasi un racconto di fantascienza e benché possa sembrare ancora lontano (e forse lo è), quello che è sicuro è che aziende del calibro di Qualcomm hanno abbracciato la realtà aumentata come missione e come visione del futuro. Tutti i vari punti descritti sopra sono quindi dei task importanti che l’azienda vorrà smarcare nei prossimi anni per far sì che i prossimi Google Glass possano essere l’unico dispositivo che vorrete portarvi appresso.