La Germania e l’Italia non vogliono la condivisione dati tra WhatsApp e Facebook

Giuseppe Tripodi -

Il mese scorso hanno fatto molto discutere le nuove normative di WhatsApp che prevedono la condivisione dei dati degli utenti con Facebook: accettando i nuovi termini e condizioni, alcune informazioni raccolte dall’app di messaggistica acquistata nel 2014 da Facebook potranno essere utilizzate anche per funzioni legate al social network e, in ogni caso, saranno effettivamente di proprietà di quest’ultima azienda.

Questa novità ha sollevato parecchi dubbi in merito alla privacy e, a tal proposito, la Germania ha ordinato a Facebook di interrompere questa pratica. La commissione tedesca che si occupa della tutela della privacy, infatti, ha pubblicato un’ordinanza con effetto immediato in cui proibisce a WhatsApp di condividere con Facebook i dati degli utenti e richiede a Facebook l’eliminazione delle informazioni così ottenute.

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Come spiegato nel documento, la condivisione dei dati tra le due società viola la legge tedesca per la tutela dei dati personali, in quanto dal punto di vista legale si tratta di due diverse compagnie. Affinché la pratica si possa considerare legittima, non solo WhatsApp ma anche Facebook dovrebbe chiedere agli utenti il consenso della condivisione dei dati.

Nel frattempo, anche in Italia ci sono state novità in merito: pochi minuti fa, infatti, il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria per approfondire la vicenda e chiedere maggiori informazioni a Facebook e WhatsApp in merito. In particolare

Il Garante ha chiesto di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch’essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell’informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing

Via: The VergeFonte: Ansa