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Facebook potrebbe aver raccolto la sfida dello smartphone modulare?

Andrea Centorrino

Come pezzi di un puzzle, sembra che i piani di Facebook per la creazione di uno smartphone modulare prendano pian piano forma: dopo l’assunzione della dottoressa Regina E. Dugan, capo di Project Ara in Google, ad aprile, di recente la società di Zuckerberg ha acquisito la startup Nascent Objects, specializzata in componenti elettronici modulari.

Il licenziamento della dottoressa Dugan ha segnato la fine di Project Ara nei laboratori di Mountain View. Le motivazioni della chiusura del progetto, oltre ad un discutibile interesse da parte del pubblico, risiederebbero nelle difficoltà riscontrate nel sostituire componenti importanti come la CPU, pur mantenendo la compatibilità con quelli esistenti.

Nascent Objects è stata fondata in California nel 2014, e ha realizzato prototipi di dispositivi elettronici modulari, come fotocamere e mini computer, facilmente realizzabili grazie all’impiego di software appositi e stampanti 3D. Sembra che la startup verrà ricollocata nell’edificio 8 del campus di Facebook, amministrato dalla stessa Dugan, alimentando dunque le voci di un possibile interesse della società nella realizzazione di uno smartphone modulare.

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Da notare che anche il CEO di Nascent Objects, Baback Elmieh è un ex-googler, impiegato nel dipartimento ATAP (Advanced Technology and Projects). Come benvenuto ai colleghi, la dottoressa ha scritto un post di incoraggiamento:

Imagine designing, building and delivering a hardware product in just weeks. Instead of months, or even years. Together, we hope to create hardware at a speed that’s more like software.

Immaginate progettare, costruire e produrre un prodotto hardware in poche settimane, invece che in mesi, o addirittura anni. Insieme, speriamo di creare hardware ad una velocità più simile a quella del software.

Vedremo davvero uno smartphone modulare del social network blu? A questo punto sembrerebbe di si, ma la strada è lunga e piena di imprevisti.

Fonte: Business Korea