La saga di TIM Prime si conclude con l’assoluzione da parte dell’AGCM

Cosimo Alfredo Pina

Sono mesi che la questione TIM Prime va avanti e adesso è l’AGCM a mettervi la parola fine con l’assoluzione per l’operatore. Per chi si fosse perso le puntate precedenti vi invitiamo a rileggere tutti gli articoli dedicati alla questione, ma brevemente vi ricordiamo che ad inizio anno TIM aveva annunciato che tutti i suoi clienti l’attivazione automatica di Prime, opzione a pagamento per feature esclusive da 0,49€ a settimana.

La cosa non andò giù al garante che fece scattare, prima denuncia e poi diffida. Dopo queste manovre TIM ha prontamente ritirato, ma non abbandonato, TIM Prime che ha trasformato in Prime GO, adeguamento del contratto base che comporta gli stessi costi ed esclusive ma che stando all’autorità rispetta formalmente le norme di legge.

La nuova manovra, denominata TIM PRIME GO, avviata dal 15 giugno 2016, diversamente dalla manovra originaria avente ad oggetto l’erogazione di un servizio aggiuntivo in opt out, presenta le caratteristiche di una rimodulazione tariffaria riconducibile alla fattispecie disciplinata dall’art. 70, comma 4, CCE.

La sospensione preventiva ha quindi permesso a TIM di evitare lo scatto delle sanzioni altrimenti previste. Tutto e bene quel che finisce bene, almeno per l’operatore; agli utenti l’unica opzione che rimane per non pagare gli 0,49€ a settimane è quella di cambiare piano tariffario base.

Via: Tariffando