Apple Maps multi device

Apple ha creato le beta pubbliche di iOS perché Mappe era davvero terribile

Giuseppe Tripodi

Difficile dimenticare la figuraccia che Apple face nel 2012 con le Mappe di iOS 6: il servizio era talmente buggato che divenne un caso mondiale e praticamente tutto il web derideva la nuova applicazione della mela. Questo insuccesso, tra l’altro, portò al licenziamento di una delle figure chiave di Apple, Scott Forstall, oltre che alle numerose scuse pubbliche da parte del CEO, Tim Cook.

In un’intervista a Fast Company, il vicepresidente della società Eddy Cue rivela che fu proprio il colossale fallimento del lancio di Mappe a spingere l’azienda verso il rilascio delle beta pubbliche di iOS.

Cue rivela che avevano completamente sottovalutato il prodotto e la sua complessità e che, dopo il rilascio, i dirigenti Apple erano combattuti tra abbandonare il proprio servizio per tornare ad app di terze parti come Google Maps o continuare ad investire sulle proprie mappe. Tuttavia, c’erano troppe funzioni collegate al servizio che la società aveva in mente e, quindi, si decise di proseguire con lo sviluppo.

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Effettivamente le mappe di Apple sono migliorate molto nel corso di questi anni ma, soprattutto, questa decisione ha portato ad un importante cambiamento nelle logiche di sviluppo dei prodotti, il cui risultato più evidente sono proprio le beta pubbliche di iOS.

Per tutti noi che vivevamo a Cupertino, le mappe erano dannatamente buone e quindi non ci accorgevamo del problema. Non eravamo in grado di portare le mappe ad un grande numero di utenti per avere più feedback, ma adesso lo facciamo.

Le beta pubbliche sono la testimonianza di come Apple abbia gradualmente abbandonato la segretezza in favore di prodotti più stabili al momento del lancio. Secondo quanto riportato nell’intervista, Steve Jobs non è mai favorevole al testing pubblico dei software, ma questo è uno dei tanti aspetti che dimostra come Apple sia cambiata sotto la guida di Tim Cook.

Via: TheVerge
  • Igor Mishin ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ

    nell’ltima frase avete resuscitato Steve, credo manchi un “stato”.