Telegram rassicura gli utenti: nessun rischio per la privacy

Giuseppe Tripodi -

Nella giornata di ieri sono rimbalzate in rete notizie relative a possibili rischi per la privacy legati a Telegram, in seguito a presunti attacchi da parte di un gruppo di hacker in Iran. Tuttavia, il team di Telegram ha pubblicato un post sul blog ufficiale in cui spiega chiaramente cosa è successo.

Le notizie riportavano di hacker iraniani che avevano verificato se 15 milioni di numeri avessero o meno un account Telegram. Tuttavia, il team assicura che controlli di massa di questo tipo non sono più possibili in seguito ad un aggiornamento delle API e che, in ogni caso, essendo Telegram un servizio i cui account sono basati sui numeri di telefono, non c’è modo di evitare che un’altra persona possa scoprire se un numero ha Telegram (come d’altronde lo stesso avviene per WhatsApp e altre app simili).

Il report di ieri continuava con la possibilità di intercettare l’SMS di verifica per poter “rubare” l’account: effettivamente si tratta di una possibile minaccia (specialmente se combinata con i suddetti 15 milioni di numeri) ma, come spiega Telegram, dato che non c’è modo di evitare questo genere di attacchi, il team ha aggiunto da più di un anno la verifica in due passaggi per garantire maggiore sicurezza agli utenti.

In sostanza, quindi, non c’è nulla da temere e, soprattutto, Telegram ha già fornito tutti gli strumenti necessari per arginare questo tipo di minaccia (che, in ogni caso, non dipende direttamente dal servizio).