Apple II J-Plus

Editoriale: Nessuno ha bisogno di un terzo iPhone, tanto meno Apple

Giuseppe Tripodi - Si parla tanto di un ipotetico iPhone Pro, ma Apple non può permettersi un nuovo iPhone "inutile" e uguale a tutti gli altri. O almeno è quel che speriamo.

Quello che vedete nell’immagine di apertura è un Apple II, precisamente la versione J-Plus, pensata per il mercato giapponese. Cosa c’entra un computer degli anni ’80 con l’ipotetico e improbabile iPhone Pro? Andiamo con ordine.

Jobs era capriccioso e lungimirante

Nel 1984 Apple lanciò il primo Macintosh, progetto in cui Steve Jobs credeva moltissimo; nonostante la “rivoluzione” dell’interfaccia grafica, il Macintosh fu un fallimento commerciale a causa della scarsità di software disponibili e le prestazioni discutibili. Apple continuò quindi a sviluppare parallelamente due linee di computer – Apple II e Macintosh -, ma Jobs era capriccioso e lungimirante: voleva continuare a puntare tutto sui Macintosh, creò zizzania tra i due team (quelli che lavoravano al primo erano la marina, gli altri i pirati) e finì per essere estromesso dalla sua stessa azienda.

Da quel momento, la società di Cupertino iniziò a diversificare i propri prodotti per andare incontro alle esigenze del mercato: puntò a dispositivi con hardware scalabile, si lanciò in tantissimi progetti e iniziò a produrre un gran numero di modelli. E in pochi anni tutto andò a rotoli.

In pochi anni, tutto andò a rotoli

Nel 1997 Apple dovette richiamare Jobs alla guida della società; il CEO fece fuori decine e decine di progetti, focalizzò l’attenzione sugli iMac e poi azzeccò un prodotto dopo l’altro: iTunes, iPod, iPhone. Tutti questi dispositivi avevano un elemento in comune: erano quasi tirannici, non andavano incontro al volere del mercato, non cercavano di compiacere il pubblico, erano chiusi e poco scalabili. E furono tutti un successo planetario.

Ma non fraintendetemi: non sono uno di quelli che quando c’era lui, non idolatro Steve Jobs e credo che Tim Cook sia stato e sarà un ottimo CEO per Apple, proprio perché non ha preteso di imitare il suo dispotico predecessore ma ha intrapreso una nuova linea di pensiero e mercato.

Yach! Nobody wants a stylus

Sotto la guida di Cook, sono aumentate le dimensioni del display di iPhone (prima fermo a 4″), è stato lanciato un phablet, iOS è diventato molto più aperto ed Apple ha persino lanciato una stylus.

Insomma, Cook ha portato una maggiore apertura per Apple ed ha accettato di seguire alcuni trend del mercato, lo stesso mercato che incoraggia le aziende verso una massiccia diversificazione dei prodotti per vendere di più. E qui ci riallacciamo ad iPhone Pro (o quasi).

Attualmente sul sito di Apple è possibile acquistare iPhone 6, iPhone 6 Plus, iPhone 6s, iPhone 6s Plus e iPhone SE. Sul fronte iPad, la situazione è ancora più complicata: iPad mini 2, iPad mini 4, iPad Air 2, iPad Pro da 9,7″ e iPad Pro da 12,9″. Ma provate a chiedere a chiunque, per strada, e vi dirà che lo smartphone di Apple si chiama iPhone e il tablet di Apple si chiama iPad. E basta: a parte gli addetti ai lavori come noi, nessuno sa di tutti questi modelli. E questo è un bene, perché negli anni passati la società di Cupertino è riuscita a creare il più forte brand nel mercato mobile grazie all’unicità dei suoi prodotti, che non rincorrevano il volere del pubblico e si facevano anche odiare da chi desiderava qualcosa di più. Vuoi un iPhone dual SIM? Non puoi averlo. Vuoi un iPhone economico? Non puoi averlo. Vuoi un tablet più piccolo ma con stylus? Non puoi averlo.

Non è il miglior periodo per Apple

Adesso, tenete presente che questo non è il miglior periodo di Apple. Intendiamoci, questo non vuol dire che non sia un ottimo anno: l’azienda continua a guadagnare vagonate di dollari, ma semplicemente non è il suo miglior periodo di sempre. Ed è proprio questa la cosa incredibile: per Apple, ogni nuovo trimestre era il suo miglior trimestre di sempre. Sin dal 2007 non c’era stato un singolo periodo in cui l’iPhone non vendesse più dei mesi precedenti e, in generale, in cui la società non guadagnasse più di quanto aveva fatto, ma questo eterno ciclo positivo si è interrotto ad aprile, dopo 13 anni di crescita ininterrotta.

Oltre questo, metteteci anche che i prossimi iPhone (chiamateli iPhone 7 o iPhone 6SE) presentati a settembre saranno noiosi, poiché sembra che Apple si stia tenendo le grosse novità per il 2017, quando la linea iPhone compirà 10 anni.

I prossimi iPhone saranno noiosi

Alla luce di tutto ciò, è facile comprendere perché si stanno diffondendo in rete sempre più rumor di un ipotetico terzo iPhone, chiamato iPhone Pro (riprendendo la nomenclatura degli iPad) che avrebbe le stesse dimensioni di iPhone Plus ma integrerebbe qualche chicca in più, come doppia fotocamera e Smart Connector.

Una delle tante immagini che ritrarrebbero iPhone Pro. Via GSMArna
Una delle tante immagini (probabilmente fake) che ritrarrebbero iPhone Pro. Via GSMArna

Nonostante in un primo momento fossi completamente scettico a proposito di un terzo iPhone, i continui rumor mi hanno portato a considerare sinceramente l’ipotesi di un terzo iPhone (che poi sarebbe quarto, se contiamo anche iPhone SE).

E tra le tante riflessioni sono giunto alla conclusione che nessuno ha bisogno di iPhone Pro: escludendo la (remota) possibilità che Apple tiri fuori qualche incredibile novità di cui non è trapelato nulla fino ad ora, si tratterebbe di un nuovo, ennesimo iPhone che non aggiungerebbe nulla di concreto, renderebbe obsoleto iPhone Plus e porterebbe ad un’ulteriore confusione dei clienti e divisione del mercato di cui nessuno ha bisogno, tanto meno Apple.

Un iPhone Pro sarebbe un disperato tentativo di tornare sotto i riflettori lanciando un nuovo prodotto che, però, di nuovo non ha nulla.

Al contrario, è molto più probabile (ed auspicabile) che Apple stringa i denti, che continui a puntare sulla forza del suo brand consolidato (in tal senso il nome iPhone 6SE avrebbe senso) e sull’ottimo iOS 10, tenendosi le grosse novità hardware per celebrare i 10 anni di iPhone. Perché il mercato smartphone è saturo, la competizione è sempre più agguerrita e, nonostante molti sostengano che Apple sia destinata a diventare una azienda come tutte le altre, per tornare sulla cresta dell’onda Apple non può permettersi di fare solo un passo un po’ più lungo: deve fare un enorme salto nel vuoto, rischiando molto di più di un semplice iPhone Plus con accessori e doppia fotocamera. In alternativa, non avremo mai il prossimo Macintosh e dovremo continuare ad accontentarci di facili e convenienti Apple II.