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Apple risponde a Spotify: la vostra app viola già le regole di App Store

Giuseppe Tripodi "Troviamo preoccupante che stiate chiedendo un'esenzione a regole che applichiamo a tutti gli sviluppatori e che vi siate rifugiati in rumor e mezze verità sul nostro servizio"

Partiamo con un bel riassunto delle puntate precedenti: qualche giorno fa il responsabile legale di Spotify ha inviato una lettera ad Apple, accusando la società di utilizzare l’approvazione su App Store come arma per danneggiare la concorrenza; effettivamente l’ultima versione di Spotify è stata rifiutata da App Store. Da tempo le due compagnie non sono esattamente in buoni rapporti: Apple chiede il 30% dei ricavi dagli acquisti in-app e Spotify aveva deciso di far pagare questa “tassa” agli utenti, alzando il prezzo dell’abbonamento Premium a 12,99€ (invece dei canonici 9,99€) per chi effettua la sottoscrizione tramite acquisto in-app su iOS.

Nelle ultime ore il responsabile legale della mela, Bruce Sewell, ha risposto alla lettera di Spotify, spiegando che Apple non sta alcun modo violando le norme stabilite dall’antitrust, in quanto la percentuale sugli acquisti in-app viene applicata a tutti gli sviluppatori e chiedere il contrario sarebbe un’eccezione che Apple non può concedere. Inoltre, Sewell spiega che l’app di Spotify attualmente pubblicata su App Store viola già il regolamento, in quanto invita implicitamente gli utenti ad eseguire l’abbonamento Premium tramite web.

Effettivamente, nell’ultima versione di Spotify pubblicata su App Store sembra essere scomparsa la possibilità di effettuare l’abbonamento Premium tramite acquisto in-app: provando ad attivare una funzione disponibile solo in abbonamento (ad esempio il download dei brani) si riceve una schermata che informa di aver scoperto una funzione Premium, ma non permette di eseguire l’upgrade tramite acquisto in-app. D’altra parte, non rimanda neanche ad un sito esterno per il pagamento (cosa che violerebbe esplicitamente le norme di App Store), ma si limita ad un generico messaggio che lascia tutto un po’ nel limbo. Di seguito il tweet di un portavoce di Spotify.

L’aggiornamento dell’app, che Spotify ha inviato ad App Store il 10 giugno, è stato rifiutato proprio per questo motivo: secondo Apple, la società di streaming più famosa al mondo sta cercando di aggirare le linee guida dello Store.

Considerando che l’intera disputa era nata a causa del famoso 30% che Spotify non vuole pagare, Apple ha rilanciato ricordando a Spotify il nuovo modello di divisione dei guadagni annunciato al WWDC, che prevede quote fino all’85% agli sviluppatori (e 15% ad Apple).

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Scopriremo nelle prossime settimane se Spotify accetterà questa (neanche troppo) implicita proposta di tornare a vendere i suoi abbonamenti tramite acquisti in-app; per il momento, vi rimandiamo all’articolo di Buzzfeed in fonte per leggere la lettera completa inviata dal responsabile legale di Apple.

Via: TheVergeFonte: Buzzfeed