Triennale Game Collection

Secondo la Triennale i videogiochi sono arte: ecco Triennale Game Collection

Lorenzo Delli

Triennale Game Collection – La Triennale di Milano ha pubblicato una nuova applicazione dedicata ad Android e iOS che vi offre un tour ad una vera e propria mostra virtuale di videogiochi creati appositamente per la XXI Triennale. L’app in questione si chiama Triennale Game Collection.

Si tratta di videogiochi realizzati da alcuni dei più noti designer di giochi indie del mondo: Mario von Rickenbach & Christian Etter, Tale of Tales, Cardboard Computer, Pol Clarissou e Katie Rose Pipkin. Ogni settimane per cinque settimane verranno aggiunti nuovi giochi alla collezione: in realtà tre di essi sono già disponibili ed accessibili direttamente dalla particolarissima e ben realizzata applicazione.

La collezione presente nell’app è curata dal game designer Pietro Righi Riva e lo spazio virtuale che ospita la mostra è stato realizzato dalla software house italiana Santa Ragione (vi ricordate di Fotonica?). Vediamo l’elenco dei cinque giochi di Triennale Game Collection.

  • [Settimana 1] Il Filo Conduttore di Mario von Rickenbach e Christian Etter (Svizzera), è una piccola storia su di un cordino che pende dall’alto verso il basso e si affaccia su una natura morta di oggetti delicatamente disposti.
  • [Settimana 2] Loci Omnes Caelesistis Kyries di Auriea Harvey e Michaël Samyn (Tale of Tales, Belgio) è una piccola esplorazione dell’universo, come precedentemente immaginato in base a cosmologie che pongono la Terra, e quindi gli esseri umani, al centro dell’universo.
  • [Settimana 3] Neighbor di Jake Elliott, Tamas Kemenczy, e Ben Babbitt (Cardboard Computer, USA) è la storia di un’amicizia senza parole che si evolve nel tempo, situata in un piccolo domicilio sotterraneo e nel pezzo di deserto sopra di esso.
  • [Settimana 4] Glass Room di Pol Clarissou (Francia) mette in mostra le immagini e le sequenze animate dalla vita di Pol Clarissou. Le fotografie tremolanti proiettate su muri virtuali creano una narrazione che si evolve a quando il giocatore manipola il dispositivo.
  • [Settimana 5] The Worm Room di Katie Rose Pipkin (USA) è un gioco di esplorazione in prima persona, che consiste in una serie di serre in vetro senza fine che il giocatore può esplorare per le stesse ragioni per cui si visita un giardino botanico erale; per camminare, per osservare la bellezza, per imparare.

Triennale Game Collection – Video

Fonte: Wired
  • GattoMorbido
  • I videogiochi sono divertimento. Che siano arte o meno, non ha nemmeno senso che ci sia qualcuno a stabilirlo. Anche la cucina può essere arte, anche la programmazione, anche l’essere genitori. L’arte è fare una determinata cosa al meglio, con passione e voglia di trasmettere e condividere emozioni. Preferisco definire l’arte, personalmente. Non cosa debba o non debba esserlo.