AGCOM smentisce: nessun pagamento per le app di chat

Giuseppe Tripodi -

Due giorni fa un articolo di Repubblica.it ha fatto rimbalzare in rete un insolito rumor: secondo quanto riportato dal quotidiano, una proposta dell’AGCOM avrebbe portato le app di messaggistica (WhatsApp, Telegram e compagnia) a dover pagare gli operatori telefonici italiani per il “pedaggio” della rete. Seguendo la legge di Murphy, i gestori si sarebbero ovviamente rivalsi sui clienti, che si sarebbero ritrovati a pagare per utilizzare le app di messaggistica.

Sin dal primo momento abbiamo accolto la notizia con forti dubbi, immaginando che Repubblica avesse preso un abbaglio: a tal proposito, un comunicato stampa AGCOM ha effettivamente chiarito ogni dubbio. E no, non dovrete pagare alcunché per utilizzare WhatsApp.

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Come si legge nell’informativa, infatti, con la delibera n. 165/16/CONS del 5 maggio 2016 chiamata Indagine conoscitiva concernente lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei servizi di comunicazioni elettronica, l’AGCOM ha semplicemente constatato l’aumento l’esponenziale incremento dei cosiddetti consumer communications services (app di comunicazione sociale), proponendo una regolamentazione al livello europeo e l’eventuale adozione di normative per tutelare il libero mercato. Tuttavia, l’Autorità non ha in alcun modo proposto accordi con operatori o nulla del genere, anche considerando la natura conoscitiva dell’indagine.

L’indagine non impone, né avrebbe potuto imporre data la natura conoscitiva della medesima, alcuna misura specifica in capo agli operatori OTT, come erroneamente anticipato da alcuni organi di stampa, tantomeno oneri economici in capo a soggetti attualmente estranei all’attività regolamentare dell’AGCOM. L’indagine rappresenta un utile strumento di approfondimento e quindi una riflessione aperta su un tema attualmente al centro del dibattito europeo.

In sostanza, tornate pure a dormire sonni tranquilli: le app di messaggistica non dovranno pagare gli operatori, né tanto meno voi utenti dovrete sborsare alcunché per chattare su WhatsApp o Telegram.

Grazie a Marco Della Libera per il link al comunicato