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La Cina rafforza la censura sulle app

Giuseppe Tripodi - Le nuove leggi del governo cinese prevedono la registrazione degli utenti e che tutte le app vengano sottoposte alla censura.

Il rapporto tra Apple e la Cina è sempre stato conflittuale ma piuttosto profittevole: la società di Cupertino ha importato tonnellate di iPhone in questo paese durante il Q1, ma le pressioni del governo cinese si fanno sentire e ad aprile sono stati messi al bando i servizi della mela per la vendita di film e libri (iTunes Movie e iBooks).

Adesso nuove regolamentazioni previste dal Cyberspace Administration of China (CAC) andranno a colpire le applicazioni, danneggiando sia gli sviluppatori che gli utenti al fine di rafforzare la censura e lo stretto controllo governativo.

Come riportato da VentureBeat, il CAC ha stabilito che dal 1 agosto tutti gli utenti dovranno verificare la propria identità tramite una registrazione con nome, cognome e numero di telefono. Inoltre, Secondo quanto riportato da Bloomberg, tutti i negozi di applicazioni – incluso ovviamente l’App Store di Apple – dovranno tracciare i download, fornire uno storico di almeno 60 giorni delle attività degli utenti e segnalare eventuali contenuti che potrebbero violare la censura del governo.

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Le nuove direttive riguardano anche i developer: dal 1 luglio tutti gli sviluppatori dovranno essere verificati e tutte le applicazioni saranno sottoposte alla selezione dello State Administration of Press, Publication, Radio, Film and Television of the People’s Republic of China (SAPPRFT), ossia l’organo esecutivo del governo che applica la censura, controllando ed approvando i media che possono circolare in Cina.

Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito, nonostante la notizia stia ovviamente rimbalzando ovunque in rete: specifichiamo che la società della mela è la più citata in quanto rappresenta il più importante store occidentale (il Play Store non è presente in Cina), ma le restrizioni si applicano su tutti i software e per tutti gli smartphone, inclusi i dispositivi Android e i relativi negozi di software.

Le nuove regolamentazioni rallenteranno notevolmente il processo di approvazione delle app (fino a 20 giorni d’attesa) e, ovviamente, rappresentano un forte inasprimento dei controlli di regime. Come spiegato da Willy Lam, professore all’Università di Hong Kong, le nuove forme di comunicazione sono viste come una criticità dal governo e, ovviamente, non stupisce che la censura venga rafforzata anche sui nuovi contenuti fruibili da smartphone.

Via: EngadgetFonte: Bloomberg