sicurezza codice criptazione

Volete una chat sicura? WhatsApp fa meglio di Telegram

Giuseppe Tripodi - Nonostante quel che credono molti utenti, di default Telegram non utilizza una criptazione end to end, a differenza di WhatsApp e altre app di messaggistica.

Iniziamo subito mettendo le mani avanti: in redazione usiamo tutti Telegram, adoriamo le GIF, gli sticker stupidi, i bot, il client desktop e tutte le altre funzioni esclusive che hanno fatto il successo dell’app di messaggistica di Pavel Durov. Tuttavia, parlando di sicurezza, sarebbe proprio il caso di iniziare a rivalutare Telegram, mettendo da parte le preferenze personali e considerando oggettivamente pro e contro dei vari servizi.

Telegram è stata una delle prime app ad introdurre la criptazione end to end (già presente quella client-server) delle conversazioni, presenti da tempo nelle chat segrete: proprio per questo, molti utenti associano mentalmente Telegram e privacy delle chat, anche considerando che l’azienda ha spinto molto per rafforzare questa immagine. Tra le FAQ del sito (risalenti al 2013), infatti, leggiamo:

D: Quanto è sicuro Telegram?

Telegram è più sicuro delle applicazioni di messaggistica di massa come WhatsApp e Line. Noi ci basiamo sul protocollo MTProto (guarda la descrizione e le FAQ Avanzate), costruito utilizzando algoritmi testati a lungo per rendere la sicurezza compatibile con una grande velocità e affidabilità. Lavoriamo costantemente con la community per migliorare la sicurezza del nostro protocollo e dei nostri client.

D: E se fossi più paranoico degli utenti tradizionali?

Abbiamo qualcosa per te. Le speciali chat segrete di Telegram utilizzano la crittografia end-to-end, non lasciano tracce sui nostri server, supportano l‘autodistruzione dei messaggi e non permettono l’inoltro. Inoltre, le chat segrete non fanno parte del cloud di Telegram e vi si può accedere solo dal dispositivo di origine.

Queste informazioni potevano essere veritiere fino a qualche mese fa, ma negli ultimi tempi la situazione si è radicalmente capovolta. A partire da aprile, infatti, WhatsApp utilizza di default una criptazione end to end per tutte le chat e le conversazioni non vengono conservate sui server dell’azienda (anche se la società si riserva di salvare i metadata, ossia numeri di telefono, data e ora dei messaggi).

LEGGI ANCHE: Menzioni, link ai gruppi, emoji più grandi e segreteria: ecco le novità in arrivo su WhatsApp

Al contrario, nelle normali chat di Telegram non è prevista alcuna forma di criptazione end to end (anche se è implementata una criptazione client/server) e le conversazioni vengono salvate sul cloud dell’azienda. D’altra parte, con le chat segrete i messaggi non passano dal cloud di Telegram, è possibile impostare un timer di autodistruzione e sono criptati. Di recente sono stati sollevati alcuni dubbi circa il protocollo utilizzato (che è stato sviluppato dalla stessa Telegram), ma ad oggi non ci sono testimonianze della sua vulnerabilità. Inoltre, vale la pena segnalare che su Telegram non è implementata alcuna forma di criptazione end to end per le chat di gruppo.

Le informazioni riportate fin qui non sono certo una novità, ma negli ultimi giorni si è tornato a parlare di sicurezza delle chat in seguito ad alcuni articoli, tra cui questo di Gizmodo che sconsiglia a tutti i costi Telegram a chi cerca privacy.

Tirando le conclusioni, quindi, qual è la soluzione migliore per chi cerca la privacy a tutti i costi? Probabilmente meglio rivolgersi ad altri servizi meno famosi, come ad esempio Signal. In ogni caso, il punto della situazione è che bisognerebbe smettere di associare automaticamente Telegram al concetto di sicurezza informatica e che, se vi preoccupa la privacy delle conversazioni, forse è preferibile utilizzare l’app di chat più blasonata al mondo (WhatsApp) che avviare chat segrete con tutti i contatti.

Via: DisinformaticoFonte: Gizmodo