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Strategy Analytics: anche nel mercato tablet, Windows è al terzo posto

Giuseppe Tripodi

Torniamo alle consuete statistiche di fine Q1, questa volta stilate da Strategy Analytics e relative al mercato tablet. Secondo quanto riportato dalla nota azienda d’analisi, il sistema operativo di Microsoft si piazza al terzo posto anche in questo settore, preceduto da Android e iOS.

Tuttavia, grazie all’ottimo successo della linea Surface, lo scarto è nettamente inferiore rispetto agli smartphone. Windows, infatti, sarebbe sul 14% dei tablet spediti nel primo trimestre, gli iPad rappresentano il 22% mentre Android sta al 64%. D’altra parte, complice il costo non esattamente contenuto dei Surface, i tablet Windows hanno totalizzato il 20% dei ricavi dell’intero mercato.

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Analizzando invece i singoli produttori, Apple domina la scena con un imponente 39%, segue Samsung con il 16% e terza Microsoft con l’8% del mercato. Nello schema di seguito potete farvi un’idea dell’andamento del mercato tablet nel primo trimestre di questo 2016.

Via: MSPU
  • GattoMorbido

    E’ il solito “problema”: se i sistemi di Apple si potessero installare su altri dispositivi la statistica sarebbe davvero diversa. Invece il 100% di un SO è pari al 100% delle vendite della mela morsicata.
    Io mi chiedo dove sia l’authority quando serve. (<- battuta ma anche provocazione)

  • And91

    C’è anche da considerare il prezzo, un Surface Pro parte da pi di 1000€

  • Alessandra

    Android è leader(e lo sarà sempre di più)perché piace il sistema open source e perchè è perfetto,talmente perfetto che nemmeno più le chiacchiere degli”espertoni”che dicono che è un sistema buggato e che per la produttività è meglio bla bla bla…reggono più, Apple è sopravvissuta alla chiusura varie volte grazie agli aiuti economici di Microsoft a cui faceva comodo un sistema rivale per scansare il pericolo dell’antitrust americano che l’aveva presa di mira per abuso di posizione dominante nel mercato, la Mela oggi vive unicamente sul discorso”immagine”del suo logo,che vende come una griffe a gente che crede ancora negli status symbol.