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Uncharted

Uncharted c’è anche sul cellulare con Fortune Hunter (recensione)

Giorgio Palmieri Uncharted: Fortune Hunter non è il primo titolo delle avventure di Nathan Drake sviluppato per sistemi mobili, ma di sicuro è il più bello. Ecco la nostra recensione.

Con PlayStation All-Stars Island, Sony aveva cercato di riunire alcuni dei suoi personaggi più famosi in un videogioco nel quale veniva esaltato l’accordo di sponsorizzazione con Coca Cola preso all’epoca. Il risultato non fu quello sperato, visto che non solo il gioco rimase nei confini del suolo americano, ma si rivelò anche un prodotto debole sotto molti punti di vista. Lì, tra l’altro, faceva la sua prima comparsa mobile Nathan Drake, protagonista della celebre serie Uncharted, con un banalissimo endless game a lui dedicato.

Per l’uscita dell’ultimo capitolo, intitolato appunto Uncharted 4: Fine di un Ladro, il colosso nipponico ha voluto fare le cose in grande, chiamando in causa il team di Ludomade per la realizzazione di uno spin-off della nota saga. Nasce così, a sorpresa, Uncharted Fortune Hunter: andiamo a vedere di cosa si tratta.

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Nathan, siamo nati per questo…

Che Uncharted: Fortune Hunter si sia ispirato a Lara Croft Go è un dato più che evidente, anche solo dando uno sguardo rapido alle immagini. L’operazione, tuttavia, non si ferma alla mera influenza, e di fatto il gioco possiede un’anima tutta sua.

Uncharted (2)Stiamo parlando di un rompicapo a sé stante, che include al suo interno, come bonus, delle funzionalità tipiche delle companion app.

Per l’appunto, in Fortune Hunter si vestono i panni di Nathan Drake, Nate per gli amici, e l’obiettivo è superare una serie di enigmi utilizzando i congegni sparsi nei livelli, costruiti su un’unica schermata.

Per vincere, è necessario aprire un forziere la cui apertura è bloccata da diversi pulsanti, dislocati in vari punti e protetti da trappole come esplosivi, lastre che cedono dopo il primo passaggio, interruttori che attivano o disattivano blocchi in base alla loro figura d’appartenenza (i pulsanti Triangolo spostano i blocchi Triangolo, e così via), e persino torrette spara dardi, alcune delle quali ruotano ad ogni passo compiuto.

Il movimento è legato al tracciamento di una linea sulle caselle che si desidera attraversare: una trovata semplice, non sempre precisa, ma certamente funzionale.

Ogni stage ha il suo limite di mosse, che va rispettato se si vuole ottenere una chiave utile a sbloccare i bauli di Sully, caro amico di Nathan, al cui interno è possibile trovare bottino aggiuntivo sia per lo stesso gioco che per la controparte principale su PS4.

… tu e io. Insieme

Sebbene manchi del tutto la componente adrenalinica tipica delle avventure del buon Drake, il puzzle solving di Fortune Hunter riesce a sostenere l’interesse del giocatore perché, al netto della sua semplicità, funziona piuttosto bene. Alla fine si tratta di osservare bene i meccanismi del livello, di pensare in anticipo, per poi risolvere il rompicapo con meno mosse possibili.

Uncharted (1)C’è da dire che la struttura degli enigmi è un pelino ripetitiva, e la varietà delle trappole non è poi così ampia, ma l’offerta contenutistica presenta tantissimi livelli, più di quelli che ci si potesse aspettare, con molti altri in arrivo.

Sottolineiamo, inoltre, che Uncharted: Fortune Hunter nasce come prodotto free-to-play con acquisti in-app assolutamente opzionali, collegati all’acquisto di sfere mistiche aggiuntive, le quali possono essere spese per acquistare monete e quindi, di conseguenza, accorciare i tempi di ricarica dei bottini di Sully, o per riportare in vita Nate o, ancora, risolvere i vari enigmi in tutta facilità. Si tratta quindi di servizi secondari nell’armonia di gioco, che non sfoggia, fortunatamente, nessun fastidioso sistema ad energia.

Dal punto di vista grafico, invece, questo spin-off abbandona lo stile realistico tipico della serie per abbracciare una grafica colorata con personaggi dalle proporzioni volutamente esagerate per un effetto cartoonesco molto delizioso. Peccato per gli eccessivi caricamenti tra un livello e l’altro, che diventano seccanti quando ci si blocca in uno specifico schema, ma il team ha già annunciato un fix in arrivo nelle prossime settimane.

Parlando infine del lato PS4, le ricompense riscattabili su Uncharted 4: Fine di un Ladro sono esclusivamente dedicate al lato competitivo e spaziano da oggetti unici di personalizzazione, come skin per armi o cappelli, fino ad arrivare a reliquie aggiuntive e potenziamenti. Non smetteremo di giocare finché il Cilindro di Sully non sarà sbloccato.

8.0

Giudizio Finale

Uncharted: Fortune Hunter è un bel gioco che si regge in piedi da solo, senza dover contare sull’appoggio del suo fratellone. Non godrà della stessa cura nei particolari presente in altri titoli dello stesso genere, ma la divisione PlayStation Mobile offre un gran pezzo di gameplay, tanti livelli e svariate idee intelligenti, e la cosa bella è che non vi chiede nulla in cambio. Vogliamo più prodotti di questo calibro.

PRO CONTRO
  • Una pletora di livelli
  • Impegnativo al punto giusto
  • Ricompense su Uncharted 4
  • Gratuito e con in-app secondari
  • Un leggero strato di ripetitività
  • Caricamenti frequenti
  • Tracciamento non sempre affidabile

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  • TheJedi

    Sony ha fatto le cose in grande e DF ha dichiarato Uncharted 4 il gioco con miglior grafica mai vista su console. Non vedo l’ora di metterci le mani sopra.